giovedì 23 dicembre 2010

Video: Cosmic Comet Snow Storm - NASA Jet Propulsion Laboratory

Video: Cosmic Comet Snow Storm - NASA Jet Propulsion Laboratory

In Melanesia le tracce viventi della terza specie di Homo | Le Scienze

Il sequenziamento del genoma nucleare tratto da un dito risalente ad almeno 30.000 anni fa e appartenuto a un ominino estinto dimostra definitivamente che oltre ai Neandertal, l'uomo moderno aveva un'altra specie "cugina".

L'analisi genetica è stata realizzata dal gruppo di ricerca del Max-Planck-Institut per l'antropologia evolutiva a Lipsia, diretto da Svante Pääbo, che all'inizio di quest'anno aveva già proceduto a sequenziarne il DNA mitocondriale giungendo a una prima conclusione in tal senso.
...
Ma, come è riferito in un articolo pubblicato su Nature in cui si illusta la scoperta, l'analisi del genoma nucleare di questo reperto, scoperto nella grotta siberiana di Denisova nel 2008, ha portato a un'altra, ancor più sorprendente scoperta. Il DNA della nuova specie condivide infatti un elevato numero di varianti geniche con le moderne popolazioni di Papua Nuova Guinea, indicando un incrocio fra l'antica popolazione di Denidova e gli antenati dei melanesiani.

...

Alla luce di queste nuove analisi genetiche sembra emergere un quadro dell'evoluzione dell'uomo moderno e dei suoi più stretti parenti più complesso di quanto finora ritenuto.

Secondo i ricercatori è probabile che un gruppo ancestrale abbia lasciato l'Africa fra i 300.000 e i 400.000 anni fa, divergendo rapidamente nella specie dei Neandertal, che si diffuse in Europa, e una popolazione che, direttasi più a est, divenne l'uomo denisoviano.

Quando gli umani moderni abbandonarono il continente africano fra 70.000 e 80.000 anni fa, incontrarono dapprima i Neandertal, con un interazione che ha lasciato tracce genetiche in tutte le popolazioni non africane. Successivamente nel corso delle migrazioni un gruppo dei umani moderni, venne quindi in contatto con le popolazioni di Denisova, un incontro le cui tracce si ritrovano nelle popolazioni melanesiane. (gg

martedì 9 novembre 2010

Mount Merapi's eruptions - The Big Picture - Boston.com

Una impressionante e terribile galleria fotografica de The Big picture: attenzione alcune foto ricordano Pompei.
Mount Merapi's eruptions - The Big Picture - Boston.com: "- Inviata con Google Toolbar"

giovedì 21 ottobre 2010

Immagini al microscopio

Qui trovate una spettacolare galleria di immagini al microscopio (da The Big Picture)

sabato 16 ottobre 2010

No al nucleare a fissione

Anche questo blog, è favorevole al collocamento in pensione del Prof. Umberto Veronesi.

martedì 7 settembre 2010

prova

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sabato 21 agosto 2010

L'evoluzione ci ha reso credenti

Avevo gia sentito parlare di questo, ma per la prima volta l'ho trovata raccontata dal fisico quantistico Michael Brooks, e riportata dal Post ovvero che è meglio un ominide credente ma vivo, che un ominide razionale e coraggioso ma morto:

Nasciamo credenti
Esperimenti neuroscientifici hanno dimostrato che siamo naturalmente portati a credere alle entità invisibili. Il cervello umano si è evoluto ipotizzando una spiegazione vivente per ogni fenomeno: siamo discendenti di decine di genereazioni che, se dietro un cespuglio in movimento non vedevano un predatore, pensavano istintivamente alla presenza di uno spirito maligno.

A luglio caldo record in tutto il mondo

Ricorda su La Stampa del 18 agosto 2010, Luca Mercalli, tutta la serie di eventi causati dalla furia degli eventi atmosferici che continuano ad accanirsi sul mondo come raramente accade di osservare.
Ricorda le alluvioni in Pakistan, gli incendi in Russia, la calura che sta attanagliando il Giappone e cerca di spiegarci come possono essere collegate fra di loro. Mercalli ci ricorda che alcune città pachistane che attualmente si trovano sott'acqua lo scorso 26 maggio avevano registrato temperature record di 52°.
"Queste due anomalie climatiche di segno opposto a soli tre mesi di distanza potrebbero essere connesse tra di loro..... il caldo anomalo che ha regnato nei mesi passati sull'oceano indiano - da 1 a 2 gradi sopra la media - potrebbe aver fornito l'energia ed il vapore acqueo in più necessari ad alimentare un monsone estivo così intenso.
Inoltre, la calura e la siccità eccezionali che hanno colpito la Russia potrebbero essere correlato a loro volta con i diluvi asiatici, secondo una circolazione atmosferica a grande scala che da un lato vede la risalita verso le alte quote di masse d'aria oceanica calda e umida foriera di nubifragi, e dall'altro la discesa verso il suolo di aria secca apportatrice di lunghi periodi siccitosi."
Mercalli conclude il suo intervento riportando come il mese di luglio 2010 sia risultato fra i più caldi in assoluto dal 1880, e balzi in testa se si analizzano i dati delle sole aree continentali.

sabato 14 agosto 2010

Landslides strike Zhouqu County, China - The Big Picture - Boston.com

Landslides strike Zhouqu County, China - The Big Picture - Boston.com:

A mezzanotte di domenica 8 agosto, un lago temporaneo causato da una frana ha rotto gli argini sopra la città di Zhouqu, nella Prefettura autonoma tibetana Gannan, in Cina. Il deflusso è scivolato giù per la valle come un muro di fango, cancellando case e edifici, uccidendo almeno 1.144 residenti - con oltre 600 ancora segnalati come mancanti. Il servizio completo su The Big Picture




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lunedì 9 agosto 2010

Il senso del pulcino per i numeri- LASTAMPA.it

Il senso del pulcino per i numeri- LASTAMPA.it:

Conta come l'uomo, da sinistra a destra: la matematica è "naturale"?

MONICA MAZZOTTO
La matematica, piaccia o no, è parte della nostra vita ed è alla base di ogni scienza. I numeri danno senso a ogni aspetto del mondo naturale, dalla spirale logaritmica delle conchiglie alla geometria dei fiocchi di neve, dalle celle esagonali delle api al calcolo del moto dei pianeti del Sistema solare.

I numeri servono per calcolare le distanze, i pesi o il trascorrere del tempo negli orologi. Ogni lingua possiede parole per definire i numeri e ogni individuo, più o meno spontaneamente, impara a contare sulle dita e possiede una serie di «intuizioni» aritmetiche che permettono di stabilire che 8 è più grande di 5 e che 6 si trova tra 5 e 7. Ognuno di noi ha quello che il matematico e psicologo francese Stanislas Dehaene chiama «il senso del numero».


Secondo Dehaene, e prima di lui lo scienziato inglese Francis Galton, i numeri vengono «visti» su una linea, in ordine crescente da sinistra a destra: i numeri piccoli a sinistra e quelli più grandi a destra. La dimostrazione empirica di questa teoria è emersa da una serie di esperimenti che hanno evidenziato l'effetto «Snarc» («Spatial numerical association of response codes effetc»). Ai soggetti impegnati in questo esperimento viene chiesto di indicare se una cifra, compresa tra 1 e 9, che compare su di uno schermo, sia pari o dispari e di farlo schiacciando un pulsante con una mano. Poi l'esperimento si ripete con la mano opposta. Il risultato è che il tempo di reazione ai numeri piccoli è minore quando viene usata la mano sinistra, mentre i tempi di risposta ai numeri grandi è minore se viene usata la mano destra. Questa sarebbe la prova che, essendo la linea dei numeri orientata da sinistra a destra in modo crescente, quando vediamo un numero cerchiamo sempre di posizionarlo all'interno di questa linea e rispondiamo con la mano omologa al lato «giusto» più rapidamente.

Una delle strade per capire quanto la cultura influenzi la nostra specie è studiare il medesimo comportamento in altre specie. Una recente ricerca, comparsa su «Biology Letters», ha fatto proprio questo, studiando due uccelli diversi - la nocciolaia e i pulcini di gallo domestico - per capire se anche in altri animali, oltre all'uomo, esista una rappresentazione della linea dei numeri. .

«Gli uccelli - continua il ricercatore - posti di fronte a una fila di 16 elementi identici, a questi perpendicolari, sono stati allenati a beccare solo un determinato elemento, per esempio il quarto. A questo punto la serie di oggetti è stata ruotata di 90° e da perpendicolare è diventata frontale rispetto alla posizione degli uccelli. Quello che abbiamo evidenziato è che in entrambe le specie i soggetti mostrano di scegliere la posizione corretta, contando da sinistra verso destra, come nell'uomo».

Se la linea dei numeri è presente anche nella mente di un pulcino, è allora probabile che l'influenza culturale della scrittura e della lettura sia ininfluente. E le prove dell'esistenza di una «naturalità» della matematica sono sempre più diffuse: esistono numerose ricerche, in laboratorio e in natura, sulle abilità matematiche degli animali. «Le galline sanno fare stime numeriche elementari - spiega Vallortigara - e si accorgono se si verificano delle variazioni nel numero di individui della loro covata. Le interazioni preda-predatore suggeriscono complesse valutazioni delle relazioni costi-benefici che richiedono stime di numerosità. Negli scimpanzé, poi, la decisione di attaccare un altro gruppo avviene quando il rapporto tra chi attacca e chi viene attaccato è di almeno una volta e mezzo».


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domenica 8 agosto 2010

Valutazione oggettiva



 La Repubblica

IL CASO
Voti bassi ed errori di grammatica
in crisi gli studenti di terza media
I risultati della prova Invalsi. Italia a due velocità: il Sud resta indietro, ma alcune regioni rimontano. Nel test di italiano le ragazze più brave dei maschi. Che però prevalgono in matematica
di CATERINA PASOLINI

... In moltissimi arrivano infatti all'esame di terza media con la grammatica che resta materia ostica e astrusa. La prova? Due volte su tre cadono in errore. E non è che le cose vadano molto meglio in geometria. Tanto che se il 21,6% all'esame nei test Invalsi si è portato a casa voti dall'otto al dieci, le insufficienze sono state ben il 36,7% e i sei il 21,6%....

L'ECO DI BERGAMO

Test Invalsi: 40% insufficiente
male grammatica e geometria.

L'Invalsi ha pubblicato l'analisi della prova nazionale di terza media condotta su un campione di 25.600 alunni: 4 studenti su 10 sono insufficienti, grammatica e geometria sono le bestie nere, a un Nord sostanzialmente omogeneo si contrappongono tanti Sud. I maschi vanno meglio in matematica, le femmine in italiano.



APcom

Scuola/Invalsi: bassi risultati alunni sud legati scarso reddito
Roma, 5 ago. (Apcom) - Il ritardo di competenze fatto registrare in occasione degli ultimi esami di licenza media dagli studenti del sud rispetto a quelli del nord è fortemente legato allo squilibrio del reddito delle famiglie: a sostenerlo l'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione, all'interno del corposo rapporto sulla prova standardizzata scritta svolta il 17 giugno scorso...


La Stampa

"Adesso tra i banchi
le regole funzionano"
Copiare: un antico vizio della scuola italiana sembra in declino

La grammatica resta ancora la bestia nera degli studenti oppure l’italiano va un po’ meglio?
«In realtà, la si conosce poco e parlo soprattutto dei ragazzi più deboli. Ma c’è un aspetto positivo: la grammatica è una materia che risente meno delle influenze delle altre “entità educative”, vale a dire delle famiglie e del contesto culturale. I professori ci possono lavorare, dipende tutto da loro».

ancora la stampa


I risultati sono abbastanza confortanti, e i professori, questa volta, non hanno lasciato correre. Sono crollati quegli atteggiamenti «opportunistici» che sembravano una caratteristica della scuola italiana e tante polemiche hanno provocato, anche recentissime.

sabato 7 agosto 2010

Quando l'Invalsi fa BAU!

Bravi e poco copioni Ecco gli studenti del liceo di domani- LASTAMPA.it:

Lo studio Invalsi sugli esami di terza media. Migliorano i risultati in italiano e matematica

MARIO BAUDINO
La novità è importante: agli esami di terza si è copiato meno che un anno fa e i ragazzi non sono ignoranti come si pensa. E’ questa la fotografia della scuola che emerge dal rapporto Invalsi sulla prova che, per la terza volta, ha accompagnato gli studenti della scuola media all’appuntamento finale, entrando anche come elemento di valutazione per il voto.

I risultati sono abbastanza confortanti, e i professori, questa volta, non hanno lasciato correre. Sono crollati quegli atteggiamenti «opportunistici» che sembravano una caratteristica della scuola italiana e tante polemiche hanno provocato, anche recentissime.

L’ente che certifica il livello di preparazione dei nostri ragazzi ha studiato ovviamente un campione dei risultati, molto rappresentativo perché si tratta di 25mila e 600 alunni su 585 mila, ma il panorama che ne risulta è considerato non solo attendibile: per una volta, è persino promettente. Resta il divario fra il Nord e il Sud, con il centro a metà strada, resta la considerazione che dove maggiore è l’ingiustizia sociale, e quindi la distanza fra ricchi e poveri, maggiore è la diseguaglianza dei risultati, da studente a studente e anche da scuola a scuola. Restano i problemi di sempre, però si intuiscono altri orizzonti. La scuola è forse meno malata di quanto si tenda a credere. In certi casi, anzi, sta benissimo. E, ripetiamolo perché fa piacere, i ragazzi sono meno somari di come li si dipinge: anche se poco più della metà, per esempio, hanno risposto bene nella prova italiano, basata su una pagina di Francesco Piccolo, a una delle domande che dovevano verificare la comprensione del testo.

....


La matematica
Lo stesso avviene per la matematica (seconda prova): la quota di risposte corrette è più bassa (51%), ma se si decide di non formulare giudizi su questo livello medio, che potrebbe anche essere guardato con una certa severità, il risultato più interessante è che non ci sono grandi variazioni da scuola a scuola, e neanche da una regione all’altra. Va aggiunto che, curiosamente, i nostri figli vanno maluccio in geometria, e molto meglio ad esempio in settori come la misura, i dati e le previsioni.
....

Il mondo della scuola (chissà, probabilmente anche a causa dello spauracchio Invalsi) si è impegnato a fondo, con risultati migliori di un anno fa, anche se non sono quantificabili, perché tutti questi punteggi fanno riferimento alla media nazionale che ne emerge, e non a prove precedenti.


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Certo, lo spauracchio INVALSI.....

venerdì 6 agosto 2010

La miopia è ereditaria?

Alcuni giorni fa, dopo una lauta cena, mentre ci godevamo il fresco di una terrazza nella campagna toscana, una coppia di amici, genitori della migliore amica della mia figlia grande, portarono l'argomento della conversazione sulla miopia (tutti e quattro noi genitori siamo miopi) ed espressero la  preoccupazione che la loro bambina possa diventare miope come loro.
Di impulso, sulla base di una mia non meglio specificata competenza, datami dall'essere insegnante di scienze, mi affrettai a rassicurarli che la miopia non ha basi genetiche.

Ma su cosa basavo la mia affermazione? In realtà, mi sono ben presto reso conto, su mie impressioni e non su conoscenze che possiedo. Così ho deciso di indagare su internet, per cominciare da wikipedia che mi ha aiutato a mettere i primi puntini sulle i, aiutandomi a capire cosa realmente è la miopia:


La miopia è un'ametropia  o un'anomalia rifrattiva, a causa del quale i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina  ma davanti ad essa. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione è migliore o nitida a breve distanza.

 Cause

La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici rifrattive dell'occhio. ...
Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva: l'eccessivo sforzo e protrarsi del lavoro prossimale provoca o concorre a sviluppare miopia.
Quindi si parla di causa ereditaria o evolutiva...
Per chiarirmi le idee ho lanciato la ricerca con le parole miopia genetica su google, ed i risultati sono a dir poco contraddittori, soprattutto considerando la quantità di persone interessate dalla malattia (in Italia si parla del 25% della popolazione!)

I titoli gridati parlano chiaramente dell'origine genetica della miopia:

Usa, aumentano i miopi: «Tv e pc non c’entrano. Le cause sono genetiche»

(da il Sole 24 ore)

Negli Stati Uniti la miopia è molto più comune di quanto lo fosse 30 anni fa: è quanto emerge da uno studio condotto da Susan Vitale e dai suoi colleghi del National Eye Institute di Bethesda (Maryland) e pubblicato su Archives of Ophthalmology.

Lo studio è stato condotto analizzando i dati sulla miopia raccolti dal National Health and Nutrition Examination Survey su 4.436 soggetti tra il 1971 e il 1972 e su 8.339 individui dal 1999 al 2004; in entrambi i casi l`età variava dai 12 ai 54 anni. Dalla ricerca è emerso che "la prevalenza della miopia è stata significativamente più elevata tra il 1999 e il 2004 rispetto al 1971-`72, ovvero pari al 41,6% contro il 25%", scrivono gli autori.

La causa è genetica - In Italia la miopia interessa circa il 25% della popolazione, "ma non risulta che la percentuale sia in aumento come accade negli Stati Uniti - spiega Marco D`Amico, oculista specialista dell`Ospedale `Ss. Filippo e Nicola` di Avezzano (L`Aquila) -. Le cause di questo difetto della vista sono principalmente genetiche, per cui c`è poco margine per un aumento di incidenza". Alcuni studi riportano cause ambientali tra quelle scatenanti il difetto della vista, "ma i risultati sono discordanti, e per adesso non si può parlare di valide teorie scientifiche".



da jugo.it:
Un gene è causa della miopia

Nuova scoperta su origini miopia Chris Hammond, del Saint Thomas Hospital di Londra, annuncia un'importante scoperta sul diffuso problema della miopia. Seconso Hammond infatti la causa principale del difetto alla vista che interessa circa 17 milioni di italiani, il 25% degli europei e addirittura i due terzi degli orientali, sarebbe imputabile alla mutazione di un gene, il Pax6. Proprio tale predisposizione genetica sarebbe alla base del 90% dei casi di miopia riscontrati fino ad ora.

La scoperta di Hammond potrebbe così rappresentare un grande balzo in avanti verso la cura della miopia, un problema che affligge milioni di persone in tutto il mondo, in quanto lo stesso ricercatore è convinto che "la chimica  biomolecolare potrà riservare risposte importanti alla guarigione della malattia". ....
Giusto sottolineare che la scoperta di Hammond potrebbe aprire nuove strade a soluzioni definitive o meno invasive.

Ma poi si trovano anche questi articoli:


La teoria della Miopia strutturale ritiene che i fattori genetici siano la causa principale dello sviluppo della miopia. Goldsmidt (1968) fornisce una rassegna esauriente della bibliografia relativa alla genetica nella miopia, concludendo che i fattori genetici sono sì importanti, ma vi sono numerosi tipi di miopia con diversi schemi genetici. Altri ricercatori non hanno trovato basi per la teoria della miopia ereditaria

La Miopia funzionale si verifica quando si utilizzano eccessivamente gli occhi per lavorare da vicino, cioè leggendo molto mantenendo la messa a fuoco ad una distanza di circa mezzo metro per diverse ore, o lavorando tutto il giorno al computer. Questo tipo di miopia risale alle osservazioni di Herman Chon del 1866, per cui un uso eccessivo degli occhi per lavorare da vicino è la causa principale della miopia. Sostanzialmente si allenano gradualmente gli occhi a mettere a fuoco solamente gli oggetti vicini, oppure si trascura l'esercizio della visione a distanza. Ad esempio gli animali che crescono in ambienti troppo piccoli sviluppano la miopia. Vi sono solide prove scientifiche per cui l'ambiente influenza la vista.

Ciò effettivamente ha senso se si pensa alla diversa distribuzione dei problemi visivi nel mondo. Nelle popolazioni tribali delle zone native del mondo, dove non si dà molta importanza alla lettura e all'apprendimento sui libri, i problemi visivi praticamente non esistono. Garner et al. (1985) ha visitato 977 bambini in età scolare, di età compresa tra i 6 e i 17 anni, dello Stato del Sud Pacifico di Vanuatu, in Melanesia. Nei due controlli condotti nel 1985 e nel 1986 si scoprì un grado di miopia maggiore di 0.25 diottrie solamente nell’1,3% (1985) e nel 2,9% (1986). In altre parole, tutti avevano una buona vista.

Ko (1984) riportò invece la prevalenza della miopia nelle città di Taipei e Koachoung (Taiwan) nel 28% dei bambini della scuola elementare, nel 67-71% dei ragazzi delle scuole medie inferiori e nell’81-89% dei ragazzi delle scuole medie superiori. La miopia riscontrata negli studenti di Medicina della National Taiwan University raggiungeva una percentuale del 91,5%.

Ma poi troviamo anche articoli come questi:



Ereditarietà e familiarità nella miopia

La componente genetica e quindi ereditaria si rileva più frequentemente per la miopia elevata ed elevatissima e difficilmente si manifesta su tutti i figli di genitori miopi. La familiarità che si riscontra in buona percentuale nella miopia leggera e media è probabilmente da addebitare alle abitudini culturali dei componenti della famiglia. A tal proposito si segnala quanto affermato da Ian Morgan dell' Australian National University di Canberra.

Il seguente articolo, tratto da New Scientist , è tradotto in italiano dall'originale in inglese.

La causa della miopia è lo stile di vita, non i geni.

 08 luglio 2004

    * Esclusivo da New Scientist Print Edition.
        * Rachel Nowak, Melbourne

Contro la credenza popolare,  la gente in Asia orientale non è più geneticamente predisposta alla miopia di qualunque altra popolazione, secondo i ricercatori che hanno analizzato i risultati di questi studi sul problema.
Le epidemie della miopia in paesi quali Singapore ed il Giappone sono solamente dovute ai cambiamenti nello stile di vita, dicono, e livelli simili potrebbero presto essere visti in molti paesi occidentali mentre lo stile di vita continua a cambiare.


L'impressione che ho ricavato leggendo questi articoli è che ci sia certamente una componente genetica nella predisposizione allo sviluppo della miopia, ma i fattori scatenanti sono indubbiamente ambientali.
Le discrepanze che si trovano secondo me possono trovare spiegazione se si tengono presenti gli interessi economici che sono dietro una malattie che richiede strumenti e/o cure e che interessa una percentuale così elevata della popolazione mondiale.

venerdì 23 luglio 2010

Stormy skies - The Big Picture - Boston.com

Stormy skies - The Big Picture - Boston.com: "-



La solita strepitosa galleria di immagini.

Una cella di tempesta in Nord Dakota

lunedì 19 luglio 2010

E' nato prima l'uovo o la gallina?

Quasi tutti gli anni, e quest'ultimo non ha fatto eccezione, qualche alunno mi pone la fatidica domanda "E' nato prima l'uovo o la gallina?", sicuro di mettermi in difficoltà.
Trovo oggi sul Guardian un articolo che parla di questo argomento, e cita uno studioso che dice di aver risolto il problema:

Scientists say the chicken came first - but they're just eggheads

ovvero gli scienziati affermano che viene prima l'ouovo, ma sono solo teste d'uovo (il gioco di parole non è ben traducibile). L'articolo afferma che:

Last week, it was claimed that one of the oldest conundrums known to man had been laid to rest, when scientists at the universities of Sheffield and Warwick announced they'd found evidence that the chicken really did come before the egg. A study into how chicken eggs are formed discovered that a protein found in the chicken's ovaries, ovocledidin-17, is vital for shell production. According to the researchers, this means the chicken must have come first.
Cioé è stata scoperta una proteina nelle ovaie delle galline che è fondamentale per la produzione dei gusci delle uova. Questo proverebbe che la gallina è venuta prima dell'uovo.
Ma continua l'articolo:
Besides, the theory of evolution has long since rendered the chicken-egg dilemma something of a non-mystery anyway: once you allow species adaption to enter the equation, it is fairly straightforward to see how a new egg-laying species might come about.

Ovvero, come dico agli alunni io, la teoria dell'evoluzione ha ormai spiegato questo paradosso, che rimane però valido da un pusto di vista filosofico. Il primo uovo di gallina è stato deposto da un animale che non era propriamente una gallina, ma qualcosa di leggermente diverso dal punto di vista genetico, ma i pulcini nati da quella prima covata hanno avuto come figli altri galli e galline.

martedì 13 luglio 2010

Nella crescita cerebrale dei bambini l'evoluzione da scimmia a uomo

Nella crescita cerebrale dei bambini l_evoluzione da scimmia a uomo | Le Scienze



Nel corso del normale sviluppo oltre un quarto delle aree cerebrali si espande circa del doppio rispetto alle altre, e si tratta di quelle interessate da cambiamenti evolutivi recenti

Le regioni del cervello umano maggiormente in crescita nel corso dell'infanzia sono pressoché identiche alle regioni cerebrali che mostrano i maggiori cambiamenti quando si confronta il cervello dell'uomo con quello degli altri primati e delle scimmie.

A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine a St. Louis, che ne riferiscono in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).


I ricercatori hanno scoperto che la corteccia cerebrale cresce in modo non uniforme: tutte le regioni si espandono fino alla maturazione completa, ma da un quarto a un terzo di essa si espande circa del doppio rispetto alle altre aree nel corso del normale sviluppo. "Attraverso il confronto fra essere umano e macaco, avevamo già mostrato che molte di queste regioni a forte crescita si espandono in conseguenza di cambiamenti evolutivi recenti". ha osservato David Van Essen, che ha diretto lo studio.

Queste aree sono quelle legate alle funzioni cerebrali superiori, come il linguaggio, il ragionamento e ciò che Van Essen chiama "le abilità che ci fanno unicamente umani": Secondo il ricercatore è possibile che la completa crescita fisica di queste regioni sia ritardata per permettere loro di essere plasmate dalle prime esperienze di vita.

Un'altra possibile spiegazione dei differenti tassi di sviluppo è che le limitazioni alle dimensioni cerebrali imposte dal parto possono aver forzato una "scala di priorità" nello sviluppo delle diverse aree.

"La visione, per esempio, è un'area cerebrale importante alla nascita, che facilita l'allattamento e il riconoscimento dei genitori. Altre aree sono meno importanti all'inizio della vita, e possono subire una crescita maggiore più tardi."

sabato 10 luglio 2010

I microbi

Qualche numero. In un cucchiaio di terriccio abitano mille miliardi di microbi di 10 mila specie diverse. Un centimetro quadrato della nostra pelle ne ospita centomila. Tutti insieme i microbi che abitano in un uomo sano arrivano a pesare 1-2 Kg. Quelli che popolano l'intestino sono dieci volte più numerosi delle cellule del nostro corpo e senza di essi non potremmo assimilare il cibo.
Fra i microbi famosi citiamo l'Escherichia coli abita nell'intestino, tra il colon e il retto, zona non profumata; pesa un milionesimo di milionesimo di grammo e vista al microscopio è una semplice barretta lunga 2 millesimi di millimetro. Ma per i biologi è una creatura meravigliosa: si moltiplica vertiginosamente (72 volte in 24 ore), non costa nulla, non pone problemi etici allo sperimentatore. Il suo DNA fu tra i primi ad essere decifrato. Inserendo in esso il gene giusto si è ottenuta la prima insulina identica a quella umana a beneficio di milioni di malati di diabete.
Mirabili sono i modi di viaggiare escogitati dai microbi, dai flagelli allo starnuto umano che li lancia a 150 km/h, per non parlare di clandestini a bordo di aerei e razzi. La stazione spaziale russa MIR fu colonizzata da immense popolazioni di batteri, causa di un ambiente maleodorante e ricorrenti infezioni degli astronauti. Ma se i microbi scomparissero dalla Terra l'umanità avrebbe le ore contate. La piramide della vita si regge sui più piccoli, sugli invisibili, proprio come la piramide sociale.

Questo ed altro lo trovate sul libro di Idan Ben-Barak: Il regno invisibile. Nel misterioso mondo dei microbi.


Una bolla di gas incandescente da un microquasar

Si può trovare su wikipedia che un quasar (contrazione di quasi-stellar radio source, radiosorgente quasi stellare) è un oggetto astronomico che somiglia ad una stella in un telescopio ottico (cioè è una sorgente puntiforme), e che mostra un grande spostamento verso il rosso (redshift) del suo spettro. Il consenso generale è che questo grande redshift sia di origine cosmologica, cioè il risultato della legge di Hubble. Questo implica che i quasar siano oggetti molto distanti e che debbano emettere più energia di dozzine di normali galassie. Infatti, i quasar sono considerati gli oggetti più luminosi dell'Universo osservabile e una loro caratteristica è di emettere la stessa quantità di radiazione in quasi tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e gamma.
 Mentre le microquasar sono dei corpi celesti imparentati con le quasar. Prendono il nome da queste ultime poiché hanno alcune caratteristiche comuni: emissioni radio forti e variabili, spesso viste come getti radio, e un disco di accrescimento che circonda un buco nero. Nelle quasar, il buco nero è supermassiccio (milioni di masse solari) mentre nelle microquasar, la massa del buco nero è di poche masse solari. Nelle microquasar, la massa accresciuta deriva da una normale stella e il disco di accrescimento è molto luminoso nello spettro visibile e nei raggi X. Le microquasar vengono talvolta chiamate 'binarie a raggi X a getto radio' per distinguerle da altre binarie a raggi X. Una parte dell'emissione radio proviene da getti relativistici, mostrando spesso un moto superluminale apparente.
Le microquasar sono molto importanti per lo studio dei getti relativistici. I getti si formano vicino al buco nero, e le scale dei tempi vicino al buco nero sono proporzionali alla massa di questo. Quindi le quasar ordinarie possono impiegare secoli per passare attraverso le variazioni che una microquasar sperimenta in un giorno.

Leggo su Le Scienze:
Una bolla di gas incandescente da un microquasar


Grazie alla combinazione delle osservazioni del Very Large Telescope dell’ESO e del Chandra X-ray Telescope della NASA è stato possibile scoprire la più potente coppia di getti mai osservati in un buco nero stellare.

L’oggetto, noto anche come microquasar, emette un’enorme bolla di gas incandescente con un diametro di 1000 anni luce, quindi due volte più ampio e decine di volte più potente di qualunque altro microquasar noto.

"L'aspetto sorprendente è la quantità di energia immessa nel gas dal buco nero”, ha spiegato Manfred Pakull, primo autore dell'articolo apparso sulla rivista Nature. "Questo buco nero ha la massa di poche masse solari, ma è una versione in miniatura dei più potenti quasar e radiogalassie, che contengono buchi neri con masse qualche milione di volte più massicci del Sole.”
I buchi neri sono noti per rilasciare una prodigiosa quantità di energia quando “inghiottono” materia. È stato ipotizzato che la maggior parte dell'energia venga emessa in forma di radiazione, per lo più di raggi X. Tuttavia, i nuovi risultati mostrano che alcuni buchi neri possono rilasciare altrettanta energia, e spesso anche in misura maggiore, in forma di getti collimati di particelle in rapido movimento.
I veloci getti vengono proiettati nel circostante gas interstellare, riscaldandolo e innescandone l'espansione. La bolla contiene una miscela di gas incandescenti e particelle ultraveloci a differenti temperature. Il tasso complessivo a cui il buco nero sta riscaldando i dintorni viene calcolato a partire da osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico (ottica, radio e raggi X) ed è possibile osservare i punti in cui i getti penetrano nel gas interstallare circostante, e rivelano che la bolla di gas incandescente si sta gonfiando alla velocità di almeno un milione di chilometri all'ora.
"In NGC 7793 la lunghezza dei getti è sbalorditiva, in confronto con le dimensioni del buco nero dal quale provengono”, ha spiegato Robert Soria, coautore dello studio. "Se lo stesso buco nero fosse ristretto alle dimensioni di un pallone da calcio, ciascun getto si estenderebbe dalla Terra otlre l'orbita di Plutone.”
Questa ricerca consentirà agli astronomi di comprendere le somiglianze tra piccoli buchi neri formatisi da stelle esplose e buchi neri supermassicci presenti al centro delle galassie.

domenica 4 luglio 2010

Quando si dice che i matematici sono strani

Genio della matematica rifiuta un premio da 1 milione di dollari - LASTAMPA.it

Grigorij Perelman ha dimostrato la congettura di Poincaré ma ha detto no ai soldi dell'istituto Clay

Grigorij si è preso un po’ di tempo e di silenzio, ma alla fine ha parlato. Anche stavolta ha detto di no. E, in fondo, chi lo conosce se lo aspettava: la sua vita è costellata di rifiuti pazzeschi.

Il matematico russo Grigorij “Grisha” Jakovlevič Perelman, l’unico uomo al mondo che sia riuscito a risolvere uno dei sette Problemi del Millennio, dimostrando la Congettura di Poicaré, ha rifiutato il premio da un milione di dollari che gli era stato assegnato dal Clay Mathematics Institute per essere riuscito in questa impresa ai limiti dell’impossibile. James Carlson, il presidente dell'Istituto, si era messo in contatto con Grisha in marzo per informarlo del premio: «Mi ha detto di esserne onorato e mi ha assicurato che rifletterà se accettare».

giovedì 1 luglio 2010

Obiezione di coscienza


Leggo sul Corriere della Sera:
Puglia, i medici contro Vendola «Assunti solo i non obiettori»: "Centosessantuno consultori. La metà in sedi inadeguate. Il territorio in larga parte sguarnito di servizi. Per riorganizzare e potenziare la rete lo scorso anno, a marzo, è nata una delibera specifica. Che due mesi fa la giunta pugliese di centrosinistra guidata da Nichi Vendola ha ripreso in mano con una seconda legge, più dettagliata, precedente le elezioni. Si prevede, tra l' altro, che in ogni centro venga garantito il diritto della donna alle certificazioni per l' interruzione volontaria di gravidanza attraverso l' inserimento di ginecologi non obiettori. E in Puglia è venuto giù il cielo. Gli antiabortisti hanno presentato ricorso al Tar. Ieri sindacati e sei presidenti degli Ordini dei medici regionali si sono riuniti per esprimere ufficialmente un forte dissenso all' iniziativa della giunta: «E' discriminatoria». Di fatto, sostengono gli oppositori, dai bandi di concorso per l' assunzione di personale verranno esclusi quanti si dissociano, non applicandola, dalla legge 194 sull' aborto

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 Dunque, se ben ho capito in Puglia, nei consultori, ovvero quei luoghi dove anche noi insegnanti, indirizziamo i ragazzi se hanno dei problemi, ed il problema più grande da affrontare può senza dubbio essere l'interruzione di gravidanza (Dio mio che periodo, meglio mettere un punto e ricominciare).
Dicevamo alcune persone hanno un problema e si recano nel luogo  in cui il problema dovrebbe essere risolto, ma una volta arrivati qui... sorpresa! La persona regolarmente assunta per fare quel lavoro si dichiara obiettore di coscienza e si rifiuta di fare quel lavoro.
Bene, nel lontanissimo 1992 mi dichiarai anche io obiettore di coscienza, e sono tuttora convinto che spendere un anno della propria vita ad imparare ad uccidere altri esseri umani sia una cosa totalmente sbagliata. Ero ben consapevole delle conseguenze che la mia scelta avrebbe avuto nella mia vita, per esempio il non poter svolgere lavori di pubblica sicurezza, giustamente (ma compreso il vigile del fuoco!?), e dei diritti ai quali avrei rinunciato (per es il porto d'armi). In pratica tutta una serie di professioni che cozzavano con la mia scelta mi sono precluse.

Ora mi domando, ma se il prossimo anno decidessi di non insegnare la matematica finanziaria perché è alla base della crisi economica attuale, alle condizioni di povertà e sfruttamento in cui giacciono buona parte degli abitanti del pianeta, e quindi delle morti per fame di minori che avvengono ogni minuto?
Cosa farebbero le autorità scolastiche?
Molto probabilmente mi direbbero che non sto svolgendo il mio lavoro e mi consiglierebbero di cercarmene un altro.

Ci sono dunque obiettori di serie A e di serie B?

Archeologia stellare nella Via Lattea

Archeologia stellare nella Via Lattea | Le Scienze:

"Molte delle più antiche stelle della Via Lattea sono residui di galassie più piccole andate distrutte in violente collisioni galattiche circa cinque miliardi di anni fa, lo afferma un articolo pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

I ricercatori dell'Institute for Computational Cosmology della Durham University, del Max Planck Institut per l'astrofisica e della Groningen University, nei Paesi Bassi, hanno utilizzato simulazioni al computer per ricostruire gli inizi della nostra galassia.

Ciò ha rivelato come le stelle più antiche, trovate nell'alone stellare di frammenti che circondano la Via Lattea, sono stati strappati da galassie più piccole per effetto della gravità generata da collisioni.

Com'è noto infatti l'uno per cento delle stelle della Via Lattea appartiene all'alone stellare, che è più grande della spirale della galassia. Proprio queste stelle sono antiche quasi quanto l'universo.

Le attuali teorie cosmologiche prevedono che l'universo primordiale fosse pieno di piccole galassie con vite brevi e violente. Queste galassie collidevano le une con le altre lasciando detriti che infine hanno costituito i mattoni elementari per la costruzione di galassie più grandi.

'In effetti, ci comportiamo come archeologi galattici, alla ricerca dei siti più probabili in cui le antiche galassie potrebbero essere state disseminate in tutta la Via Lattea”, ha commentato Andrew Cooper, coautore dello studio. “Le nostre simulazioni mostrano come differenti resti presenti nella nostra galassia, come le stelle antiche, sono correlate agli eventi nel passato distante”.

Le simulazioni sono state rese possibili dai supercomputer dell'Aquarius Project del Consorzio Virgo e sono partite dal Big Bang, intorno a 13 miliardi di anni fa, e hanno utilizzato le leggi della fisica per ricostruire l'evoluzione della materia oscura e delle stelle. (fc)


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venerdì 25 giugno 2010

L'origine del riscaldamento climatico (di 40.000 anni fa) | Le Scienze

Leggo su Le Scienze:

L'origine del riscaldamento climatico (di 40.000 anni fa)

Uno studio individua nelle zone umide l'origne del fenomeno, in contrasto con la teoria secondo cui una grande quantità di metano fu liberata dai clatrati presenti nell'oceano

40.000 anni fa il rapido riscaldamento del pianeta fu accompagnato da un incremento nella concentrazione di metano atmosferico. L'origne del processo è stata ora individuata nelle estese aree umide alle basse latitudini da uno studio pubblicato sulla rivista Science a firma di ricercatori dell'Università di Berna, dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research della Helmholtz Association.

Precedenti misurazioni avevano mostrato che la concentrazione di metano cambiò drasticamente parallelamente a rapide variazioni climatiche avvenute durante l'ulitima era glaciale. Ma finora non si è mai riusciti a comprendere il nesso di causa effetto di questi fenomeni, noti come eventi di Dansgaard-Oeschger. I climatologi delle Università di Berna e Copenhagen e dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research di Bremerhaven hanno concluso che l'aumento del metano fu dovuto all'incremento di emissione di questo gas da parte delle terre umide.

Tali conclusioni sono in contrasto con la controversa ipotesi dei clatrati, secondo cui grandi quantità di metano erano immagazzinate in forma di clatrati nel sedimento oceanico lungo i margini continentali e furono rilasciate in modo improvviso in risposta al rapido riscaldamento.

'I nostri risultati non implicano che il metano o altri gas serra non abbiano alcun ruolo nel cambiamento climatico. Il nostro studio riguarda condizioni climatiche naturali presenti durante l'ultima era glaciale ben prima che le attività antropiche potessero influenzare le dinamiche climatiche del nostro pianeta”, hanno spiegato i ricercatori. “La maggiore concentrazione di metano a sua volta ha portato a un maggiore effetto serra, rinforzando il processo”.

Gli stessi studiosi quindi mettono in guardia da facili confronti con la situazione attuale, in cui l'eccesso di biossido di carbonio di mentano e di altri gas serra proviene dalle attività umane.

L'origine del metano in eccesso è stata individuata grazie a un nuovo metodo analitico. In natura infatti le molecole di metano (CH4) possono essere formati da diversi isotopi del carbonio e dell'idrogeno, dotati di un neutrone in più. È noto, tuttavia, che l'abbondanza isotopica del metano prodotto dalle aree umide è diverso da querllo prodotto dall'oceano. Grazie a queste differenti “firme isotopiche” è possibile quantificare le emissioni delle due sorgenti. (fc)

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lunedì 21 giugno 2010

Scienziato, no speranza futuro umanita'

Scienziato, no speranza futuro umanita' da ANSA.it:

" ROMA, 20 GIU - Per Frank Fenner non c'e' speranza per l' umanita',che fra 100 anni sara' estinta. Lo ha detto lo stesso scienziato 95enne. Fenner, che contribui' alla sconfitta del vaiolo, sostiene che l'homo sapiens diventera' estinto, insieme a molte specie animali, nei prossimi 100 anni. 'E' una situazione irreversibile - ha detto - ed e' troppo tardi per porvi rimedio'. Fenner, considerato un'autorita' in fatto di estinzioni, ha rilasciato un'intervista al quotidiano 'The Australian'.

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IRREVERSIBILE - «L'homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni - ha detto Fenner al giornale The Australian - e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio. Non lo manifesto perché la gente sta comunque tentando di fare qualcosa, anche se continua a rimandare. Di certo, da quando la razza umana è entrata nell’era nota come Antropocene (termine coniato nel 2000 dallo scienziato Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui le attività dell’uomo sono le principali fautrici delle modifiche climatiche, ndr), l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa. Ecco perché sono convinto che faremo la stessa fine degli abitanti dell’isola di Pasqua. Attualmente, i cambiamenti climatici sono ancora in una fase molto iniziale, ma già si vedono dei considerevoli mutamenti nelle condizioni atmosferiche. Gli Aborigeni hanno dimostrato che potrebbero vivere per 40 o 50mila anni senza la scienza, la produzione di diossido di carbonio e il riscaldamento globale, ma il mondo non può e così la razza umana rischia di fare la stessa fine di molte altre specie che si sono estinte nel corso degli anni». La catastrofica e pessimistica visione di Fenner non sembra, però, trovare grande rispondenza fra i suoi stessi colleghi. «Frank può anche avere ragione - ha spiegato il professor Stephen Boyden, oggi in pensione, al Daily Mail - ma alcuni di noi hanno ancora la speranza che si arrivi a prendere consapevolezza della situazione e che, di conseguenza, si mettano in atto i cambiamenti necessari a raggiungere un vero sviluppo ecosostenibile».

venerdì 18 giugno 2010

Il mistero della morte di Caravaggio finalmente risolto - i quadri lo hanno ucciso | The Guardian



Leggo sul sito del Guardian:

"Il mistero della morte di Caravaggio finalmente risolto: lo ha ucciso la pittura

Resti ritrovati in Toscana possono essere dell'artista, e dimostrao che l'avvelenamento da piombo è stato una delle cause della sua morte avvenuta 400 anni fa


Gli scienziati che cercano di far luce sulla misteriosa morte dell'artista italiano avvenuta nel 1610 ha detto che sono sicuri sull'identità all' '85% che le ossa sottoposte alla datazione al carbonio e dei controlli del DNA ritrovate in Toscana appartengono al Caravaggio.

Le ossa sospettate di essere quelle del Caravaggio presentano livelli di piombo così elevati da aver spinto alla pazzia il pittore ed aver contribuito ad ucciderlo. .

'Il piombo, con tutta probabilità, era contenuto nei suoi colori ed era risaputo che era estremamente disordinato con loro', ha detto Silvano Vinceti, il ricercatore che ha annunciato i risultati di oggi.

'L'avvelenamento da piombo non ti uccide da solo - noi crediamo che avesse anche ferite infette e ipertrmia - ma è stata una delle cause'.

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mercoledì 16 giugno 2010

La materia oscura

Come riportato su wikipedia, in cosmologia, il termine materia oscura indica quella componente di materia che si manifesta attraverso i suoi effetti gravitazionali, ma non è direttamente osservabile.
Il concetto di materia oscura ha senso solo all'interno dell'attuale cosmologia basata sul Big Bang; infatti, non si sa altrimenti spiegare come si siano potute formare le galassie e gli ammassi di galassie in un tempo così breve come quello osservato. Non si spiega inoltre come le galassie, oltre a formarsi, si mantengano integre anche se la materia visibile,composta da barioni, non può sviluppare abbastanza gravità per tale scopo.

Nonostante dettagliate mappe dell' Universo vicino, che coprono lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma, si è riusciti ad individuare solo il 10% della sua massa, come dichiarato nel 2001 al New York Times da Bruce H. Margon, astronomo all'Università di Washington:

« È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90 per cento [della materia] dell'Universo. »


Le più recenti misure indicano che la materia oscura costituisce circa il 23% dell'energia dell'Universo e circa l'85% della massa.

Leggo oggi su Le scienze:

Nuovi dubbi sulla materia oscura | Le Scienze: "-


I margini d'incertezza delle rilevazioni condotte dalla sonda Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) sulla radiazione cosmica di fondo sarebbero più ampi di quanto finora supposto. A questa conclusione è giunto uno studio condotto da due ricercatori dell'Università di Durham, Tom Shanks e Utane Sawangwit, che ne riferiscono in un articolo in corso di pubblicazione sulle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (un preprint è disponibile sul sito arXiv).

Lanciato nel 2001, WMAP ha lo scopo di misurare le differenze nella radiazione cosmica di fondo (CMB), ossia il calore residuo del Big Bang che permea l'universo. Sulla base dell'ampiezza angolare delle increspature nella radiazione cosmica di fondo misurata da WMAP, gli scienziati hanno concluso che l'universo è composto per circa il 4 per cento di materia normale, per il 22 per cento di "materia oscura" e per il restante 74 per cento di "energia oscura".

Nel loro lavoro Sawangwit e Shanks hanno utilizzato una serie di oggetti astronomici di riferimento per testare come WMAP "uniforma" i dati per costruire le sue mappe, ottenendo dei risultati che fanno pensare che le sue misurazioni delle increspature della radiazione cosmica di fondo non siano così accurate come si pensava. Se così fosse, osservano i ricercatori, le increspature potrebbero essere considerevolmente più piccole, fino al punto di non implicare l'esistenza di energia e materia oscure.

"Le osservazioni sulla radiazione cosmica di fondo sono uno importante strumento della cosmologia, ed è vitale controllarne la validità. Se i nostri risultati fossero corretti, diventerebbe meno probabile che materia oscura ed energia oscura dominino l'universo", ha commentato Shanks.
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Come si può veder ancora oggi non conosciamo profondamente l'Universo nel quale viviamo, ma l'uomo continua ad esplorare col proprio intelletto quello che ancora oggi è sconosciuto.

martedì 15 giugno 2010

Ambiente: Gb, avvistate meduse giganti - Scienza e Medicina - ANSA.it

Ambiente: Gb, avvistate meduse giganti - Scienza e Medicina - ANSA.it:

"(ANSA) - LONDRA, 15 GIU - Banchi di meduse giganti velenose sono stati avvistati al largo delle coste della Cornovaglia nel sudovest dell'Inghilterra. La medusa detta Criniera di leone, tra le piu' grandi al mondo, e' un pericolo per i bagnanti, avvertono le autorita', perche' una sua puntura puo' provocare una paralisi, soffocamento e persino arresto cardiaco. La creatura si incontra normalmente nei mari freddi dell'Artico e nel Pacifico ma centinaia ne sono state viste nei mari della Cornovaglia.


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lunedì 14 giugno 2010

Marte ospitava un grande oceano | Le Scienze

Marte ospitava un grande oceano | Le Scienze: "
Leggo questo interessante articolo su Le Scienze:


I delta di antichi fiumi che ne disegnano i confini rappresentano i siti ideali per cercare tracce di una eventuale vita passata


Tre miliardi e mezzo di anni fa un vasto oceano copriva un terzo della superficie di Marte: è quanto risulta da una ricerca condotta dall'italiano Gaetano Di Achille e con i colleghi dell'Università della California Boulder, che illustrano come sono riusciti a giungere a questa conclusione in un articolo pubblicato su Nature Geoscience.

Negli ultimi vent'anni l'ipotesi di un antico oceano marziano è stata più volte avanzata e contestata, ma questo è il primo lavoro che fornisce un solido supporto alla tesi.

Lo studio è infatti il primo che integra differenti tipi di dati ottenuti nel corso delle missioni NASA ed ESA, e in particolare una dettagliata analisi topografica del suolo.

Più della metà dei 52 depositi dei delta degli antichi fiumi identificati dai ricercatori si trovano alla stessa altezza, disegnando i confini del presumibile antico oceano. L'oceano avrebbe ricoperto all'incirca il 36 per cento della superficie del pianeta, con una massa d'acqua corrispondente a un volume di 124 milioni di chilometri cubi, ossia circa un decimo di quello occupato dagli oceani terrestri.

Oltre all'oceano doveva esserci anche una serie di grandi laghi, formatisi per lo più all'interno di crateri da impatto. Un secondo studio dello stesso gruppo di ricerca, illustrato in un articolo sul Journal of Geophysical Research - Planets, a prima firma Brian Hynek, ha inoltre identificato 40.000 valli scavate da fiumi, il quadruplo di quelle precedentemente trovate.

"Complessivamente, questi dati corroborano le attuali teorie sulla formazione di un antico oceano su Marte e implicano che le condizioni della sua superficie abbiano permesso la formazione di una idrosfera globale e attiva, in cui reti di valli, delta e il grande oceano erano componenti di un ciclo idrogeologico integrato simile a quello terrestre", hanno osservato Di Achille e Hynek.

"Sulla Terra i delta e i laghi sono eccellenti collettori e preservatori dei segni della vita passata", ha concluso Di Achille. "Se mai la vita è sorta su Marte, i delta possono essere la chiave per svelare il passato biologico di Marte." (gg)


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mercoledì 9 giugno 2010

Sistema solare vicino fornace galattica - Scienza e Medicina - ANSA.it

Sistema solare vicino fornace galattica - Scienza e Medicina - ANSA.it: "-

Leggo sull'ANSA di oggi:

Sistema solare vicino fornace galattica

Un'area ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche

09 giugno, 11:28


(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Fra 200 anni, ma forse gia' fra 100, il Sistema Solare entrera' nella ''Bolla locale', una zona della Via Lattea che e' una 'fornace'. Si tratta di un'area ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche. Il Sistema solare si troverebbe quindi sull'orlo di una gigantesca regione interstellare larga centinaia di anni luce, composta di gas rarefatto, turbolento e incandescente, dove le temperature raggiungono milioni di gradi.



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Come si vede la notizia appare di impatto, ma non cita alcuna fonte, non rimanda ad alcuno studio dove sia possibile controllare la veridicità dei dati.
Quindi dal punto di vista scientifico si tratta di una bufala.
Quanti giornali e siti internet riprenderanno questo lancio di agenzia?

Update:
sembra, in altri siti, che la notizia sia confermata, (vedi qui e qui), citando le fonti (i dati raccolti dal satellite della Nasa Ibex (Interstellar Boundary Explorer), che studia le regioni più lontane del Sistema Solare).
ma guardate cosa ho trovato su wikipedia:

Il Sistema solare è entrato nella Bolla Locale circa 3 milioni di anni fa; attualmente si trova nella Nube Interstellare Locale, una regione di materiale più densa rispetto al resto della Bolla; questa regione si forma laddove la Bolla Locale incontra la Bolla Loop I, una regione adiacente con densità maggiore, di circa 0,1 atomi per centimetro cubo.
La forma della Bolla Locale non è esattamente sferica, ma sembra essere un ellissoide ristretta in corrispondenza del piano galattico, mentre al di sopra e al di sotto del piano si dilata assumendo la forma quasi di una clessidra.
Molti astronomi credono che questo sistema di "bolle" si sia formato tra alcune centinaia di migliaia e pochi milioni di anni fa, a causa dell'esplosione di una supernova (il cui resto è probabilmente identificabile nella pulsar Geminga, nella costellazione dei Gemelli) che riscaldò la materia circostante, rendendola più rarefatta.
La "Bolla Loop I" si sarebbe invece formata dal vento stellare di una supernova probabilmente esplosa nell'Associazione Scorpius-Centaurus, l'associazione OB più vicina al Sole, a 500 anni-luce di distanza. Altre bolle adiacenti sono la "Bolla Loop II" e la "Bolla Loop III"; nella Bolla Loop I è contenuta la stella Antares.




Ulteriore Update:

vedoche anche Luca Sofri si è accorto della notizia:

Mercoledì l’Ansa ha annunciato che tra un secolo o due “il Sistema Solare entrera’ nella ”Bolla locale’, una zona della Via Lattea che e’ una ‘fornace’. Si tratta di un’area ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche”. Non si capiva bene cosa volesse dire e se dovessimo allarmarci. L’Ansa aveva infatti trascurato di riprendere – dalla notizia data da un sito americano – il passaggio finale: “«Niente di strano, il Sole attraversa di frequente varie nubi di gas interstellare durante il suo viaggio galattico. Una volta entrati, l’eliosfera potrebbe cambiare leggermente forma o accorciarsi un po’, ma niente di più»”.

martedì 8 giugno 2010

CCCP Annarella - videoclip


Come si a smettere di ascoltarli?

Morire - CCCP Fedeli Alla Linea

Lindo Ferretti è un profeta!

Devo ammettere che Giovanni Lindo Ferretti aveva previsto tutto  25 anni fa.  Provate a leggere il testo di morire: (dall'album del 1985 :"1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età")


Morire
Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo
la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere
lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te
PRODUCI CONSUMA CREPA

PRODUCI CONSUMA CREPA 
PRODUCI CONSUMA CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA
SBATTITI FATTI CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA
CREPA
RIEMPITI DI BORCHIE
SBATTITI FATTI CREPA
ROMPITI LE PALLE
COTONATI I CAPELLI
RASATI I CAPELLI
CREPA CREPA CREPA CREPA




Fa venire i brividi come ascoltare Lucarelli ad almost blue che parla dei Led Zeppelin.

lunedì 7 giugno 2010

Giovani, rapporti non protetti per 4 giovani su 10 - Scienza e Medicina - ANSA.it

Giovani, rapporti non protetti per 4 giovani su 10 - Scienza e Medicina - ANSA.it:

"ROMA - .... Non è rassicurante la fotografia che emerge dal rapporto sui 'Giovani maschi e l'amore', frutto di un'indagine svolta nei licei e negli istituti tecnici di sei Regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) e che rientra nella campagna di informazione e prevenzione 'Amico Andrologo' del ministero della Salute.


Secondo lo studio, infatti, presentato questa mattina a Roma e realizzato dal Dipartimento di fisiopatologia medica della Università Sapienza di Roma, il 42,3% dei diciottenni italiani ha rapporti non protetti e il 57% del campione visitato è affetto da patologie ed infiammazioni genitali e/o riproduttive. Mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il loro potenziale riproduttivo. Inoltre il 61,4% di chi ha una attività amorosa non usa alcun metodo contraccettivo e il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale delle ragazze. Dati non certo rassicuranti, soprattutto se abbinati a quelli sulla scarsa informazione in materia. Basti pensare che tra le domande più ricorrenti che i ragazzi rivolgono ai medici spicca la richiesta di sapere come si cura l'omosessualità e se l'Aids esiste ancora.



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giovedì 3 giugno 2010

A rough week for Guatemala - The Big Picture - Boston.com

A rough week for Guatemala - The Big Picture - Boston.com: "- Inviata con Google Toolbar"

Una settimana al massimo per il Guatemala
Solo negli ultimi sette giorni, i residenti del Guatemala e di parti del vicino Honduras e El Salvador hanno dovuto far fronte a un'eruzione vulcanica e la successiva caduta di cenere, una tempesta tropicale potente, le inondazioni e smottamenti derivanti, e una dolina spaventosa a Città del Guatemala che ha inghiottito un piccolo edificio e un incrocio.

mercoledì 2 giugno 2010

L'alcol brucia cervello adolescenti - Scienza e Medicina - ANSA.it

L'alcol brucia cervello adolescenti - Scienza e Medicina - ANSA.it: "- Inviata con Google Toolbar"

(ANSA) - ROMA, 2 GIU - Danni irreversibili sul cervello adolescente che si restringe: e' quel che succede quando un giovane beve una grande quantita' di alcol. La pratica nota come 'binge drinking' e' sempre piu' diffusa tra i giovani.

Uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS' ed eseguito su scimmie in 'eta' adolescenziale', mostra che il cervello sottoposto per meno di un anno a 'binge drinking' subisce gravi danni soprattutto nell'area della memoria e dell'orientamento.


Sinceramente non penso che ci fosse bisogno di uno studio degli americani per arrivare a questa conclusione. Interessanti sono invece i reali danni fisiologici registrati: cervello adolescente che si restringe, penso sia dovuto alla distruzione delle cellule nervose causato dall'alcool.

update:


ROMA - L'alcol, bevuto in quantità eccessive tutto insieme, come fanno i giovani che al sabato sera si intossicano a colpi di cocktail, superalcolici o birra, 'brucia' il cervello, causando degenerazione e danni irreversibili a livello di un'area essenziale per la memoria, l'ippocampo. E' quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS' ed eseguito su scimmie in 'eta' adolescenziale'. Diretto da Chitra Mandyam, lo studio è una dimostrazione degli effetti del binge drinking sugli adolescenti.
Secondo quanto riferito in un'intervista all'ANSA da Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol, questo studio é una conferma importantissima di qualcosa che si era già visto per via indiretta su adolescenti: "sin dal 2000 studi condotti in America anche da ricercatori italiani hanno mostrato, attraverso la risonanza magnetica, che il cervello di giovanissimi che praticano il binge-drinking ha un volume ridotto soprattutto a livello dell'ippocampo e che a ciò corrisponde una riduzione funzionale del 10-20% di memoria e capacità di orientamento dei giovani".
"Il 22% dei giovani di 18-22 anni - dichiara Scafato - fa binge drinking: si tratta di una generazione destinata ad avere un deficit cognitivo", che si manifesterà in modo dirompente quando questi giovani avranno 60-65 anni. "Si dovrebbe aumentare l'età minima legale per il consumo di alcol a 18 anni - è l'appello di Scafato - ed introdurre il divieto di vendita". Gli esperti dello Scripps Research Institute di La Jolla hanno dato una bevanda alcolica, camuffata con succo di agrumi (come le bevande alcoliche aromatizzate - chiamate alcopop - che spesso segnano l"iniziazioné dei giovani all'alcol), a un gruppo di giovani macachi che potevano berne a piacimento per un'ora al giorno. Dopo 11 mesi di binge drinking nell'ippocampo si osserva diminuzione delle cellule staminali neurali e degenerazione di neuroni. Il motivo di questi effetti devastanti e irreversibili, spiega Scafato, è che l'organismo dei giovani non è ancora in grado di metabolizzare l'alcol (questa capacità si sviluppa, grazie a un enzima, solo intorno ai 20-21 anni).
"L'alcol, quindi, è libero di circolare nel loro organismo", spiega, e andare nel cervello a fare danni. Infatti l'alcol, precisa Scafato, è una sostanza 'lipofila', cioé ama il grasso (non a caso viene usato come 'rimedio della nonna' per togliere macchie di grasso). Poiché le membrane cellulari sono fatte quasi interamente di grassi, continua Scafato, quando l'alcol arriva nel cervello distrugge i neuroni e, ciò che è peggio, le staminali neurali, concentrate nell'ippocampo. I giovanissimi che iniziano col bere gli alcopop (bibite alcoliche appositamente sviluppate dalle industrie per catturare i teenager ed iniziarli all'alcol) e che poi si ritrovano a praticare il binge-drinking al sabato sera vanno incontro, quindi, allo stesso destino visto nel cervello dei macachi. E' importante che i giovani capiscano che il binge drinking, sottolinea Scafato, non è solo causa di ubriachezza, ma è una vera intossicazione (non a caso il 14% delle intossicazioni alcoliche registrate in ospedale sono a carico di under-14). E quello che si è visto nel cervello dei giovani macachi avviene anche negli adolescenti, ribadisce Scafato: non a caso, spiega, studi su giovani dediti al binge drinking mostrano deficit di memoria e di orientamento del 10-20% rispetto ai coetanei che non si intossicano. "L'alcol - conclude Scafato - è la prima causa di morte tra i giovani", e un'altra 'vittima' dell'alcol é il loro giovane cervello.

giovedì 27 maggio 2010

Irlanda del Nord ministro invita Ulster Museum a promuovere il creazionismo

Irlanda del Nord ministro invita Ulster Museum a promuovere il creazionismo | Politica | The Guardian: "- Inviata con Google Toolbar"

Leggo sul Guardian:

Il signor Nelson McCausland ( ministro della Cultura, delle Arti e del tempo libero in Irlanda del Nord), che crede che i protestanti dell'Ulster siano una delle tribù perdute di Israele, ha scritto al consiglio della fondazione del museo e li spinge a riflettere sul creazionismo e sul disegno intelligente e quindi sullele teorie delle origini dell'universo.
Il ministro democratico unionista ha detto che l'inserimento delle teorie anti-darwiniane del museo era "una questione di diritti umani".
Egli ha affermato che circa un terzo della popolazione dell'Irlanda del Nord crede nel disegno intelligente o nel punto di vista creazionista il quale afferma che l'universo è stato creato circa 6000 anni fa.
"Ho avuto più lettere da parte del pubblico su questo tema rispetto a qualsiasi altra questione", ha detto.
Pacata la risposta del biologo evoluzionista il professor Richard Dawkins:
"Se il museo dovrà proseguire su questa strada allora forse si dovrebbe illustrare anche la teoria che è la cicogna che porta i bambini. O forse il museo dovrebbe esporre la teoria della terra piatta." Dawkins afferma che è irrilevante se un gran numero di persone in Irlanda del Nord rifiutano di credere nell'evoluzione. "Le prove scientifiche non possono essere decise democraticamente".

mercoledì 26 maggio 2010

E NOSTRADAMUS SPAVENTA LIVORNO - Repubblica.it » Ricerca

E NOSTRADAMUS SPAVENTA LIVORNO - Repubblica.it » Ricerca: "- Inviata con Google Toolbar"
LIVORNO I più creduloni hanno cominciato a riempire serbatoi e dispense. Gli altri ci ridono sopra. Qualcuno invece progetta un contro-scherzo: vestirsi da penitente e percorrere salmodiando via Grande e via Ricasoli: le strade della city. Beffa preparata a tavolino come per le false teste di Modigliani o voce incontrollata, la storia che Livorno verrà cancellata oggi da un maremoto terribile, ha fatto il giro della città. A pesare sul piatto della bilancia della credulità è soprattutto il fatto che a predire la sciagura sia il principe dei veggenti: Nostradamus. Proprio leggendo le sue centurie viene fuori nei particolari l' annuncio del disastro, l' ennesimo letto nel futuro dal medico-filosofo francese. Enigmatica come sempre, la centuria X, quartina 60, parla di terremoti, acqua, fuoco e infelicità non volute che stringeranno in una morsa Nizza, Monaco, Genova, Savona, Siena, Capua, Modena e Malta e particolarmente Porto Pisano. Il nome di Livorno come si vede non c' è; ma chi ha preparato lo scherzo ha pensato bene di ricordare che nel Cinquecento la città toscana praticamente non esisteva e che quindi, quando si parla di Porto Pisano, si deve intendere proprio Livorno. Cresciuta di bocca in bocca, la voce ha finito così per provocare una vera e propria psicosi. Assalto alla Coop, quindi per fare rifornimenti di generi alimentari, colonne a qualche distributore per avere sottomano il pieno, allestimenti in fretta e furia di camper e roulotte. In una scuola religiosa le suore hanno addirittura avvertito i genitori che, se vorranno, oggi potranno non mandare i figli in aula. Basterà ha fatto sapere la superiora firmare il registro delle assenze. A rendere ancora più verosimile la profezia c' è anche un precedente. Vero, questa volta. Nel 1742 un maremoto scosse effettivamente la costa livornese provocando danni e qualche morto. C' è però chi giura che in realtà nemmeno quello sia stato un vero e proprio maremoto ma un normale terremoto che avrebbe coinciso con una giornata in cui il libeccio era particolarmente forte. La leggenda settecentesca parla comunque lo stesso di onde alte 10 metri che arrivarono fino nel centro della città e in via Grande esiste tuttora una lapide che segna il livello raggiunto dall' acqua. E un uomo intervistato da RaiTre si è lamentato che nel salone di bellezza della moglie perennemente affollato per oggi non ci sono appuntamenti. - di GIOVANNI NERI
ed il giorno dopo...

NOSTRADAMUS 'SALVA' LIVORNO MA LA PAURA ARRIVA A SAVONA

Repubblica — 06 maggio 1988 pagina 22 sezione: CRONACA
E' FINITA in burla, una burla collettiva che ha divertito i livornesi, che probabilmente non hanno mai preso sul serio la profezia di Nostradamus (nella centuria X, quartina 60 aveva parlato di terremoti, acqua, fuoco e infelicità non volute che stringeranno in una morsa Nizza, Monaco, Genova, Savona, Siena, Capua, Modena, Malta e soprattutto Porto Pisano, cioè Livorno). Non è accaduto nulla ma parecchi livornesi non hanno rinunciato agli scherzi e si sono presentati per strada con mute subacquee, pinne, maschere, salvagenti. Uno scherzo collettivo insomma, ma adesso la paura si è spostata più a nord e ha investito Savona e la sua provincia, dove tutti aspettano il maremoto. All' osservatorio metereologico di Imperia ha telefonato anche una maestra elementare: Devo portare la scolaresca in visita alle grotte di Toirano, non vorrei fare la fine del topo. La sindrome ha contagiato proprio tutti. In alcune filiali di istituti di credito, nei giorni scorsi sono stati parecchi i risparmiatori che sono andati a prelevare i loro capitali (cifre anche consistenti), temendo che possono andare perdute nell' alluvione che dovrebbe arrivare dal mare.

Da alberi ed erba, batteri che causano la neve e pioggia


Da alberi ed erba, batteri che causano la neve e pioggia

- NYTimes.com: "- Inviata con Google Toolbar"

David Sands, un patologo vegetale,afferma  che la coltre di neve drappeggiata sulle montagne intorno alla città contiene una sorpresa. La causa della maggior parte di essa, ha detto, è un organismo vivente, un batterio, chiamato Pseudomonas syringae.

Alcuni  batteri sembrano usare il congelamento come mezzo per attaccare le  piante. Fabbricano delle proteine che attivano il congelamento a temperature più alte del solito, l'acqua gelando danneggia i tessuti delle piante permettendo l'accesso ai batteri per i nutrienti di cui hanno bisogno.
Questa capacità di favorire il congelamento dell'acqua a temperature di congelamento superiori al normale ha indotto il dottor Sands e altri scienziati a credere che i batteri siano parte di un sistema complesso.
Dopo che i batteri hanno infettato le piante e si sono riprodotti, dice, possono essere spazzati sotto forma di aerosol verso il cielo, dove sembra che possano stimolare la formazione di cristalli di ghiaccio (che si sciolgono mentre cadono a terra, causando pioggia) a temperature più elevate di quanto non facciano la polvere o particelle minerali che fungono anche da nuclei dei cristalli di ghiaccio.

martedì 25 maggio 2010

Gelmini ed il ragioniere del Monte (sorelle diverse?)

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Chi mi conosce da tempo sa che sono anni che sostengo che il principale male di questo paese è di essere comandato da dei ragionieri del Monte dei Paschi, con tutto il loro bagaglio di conoscenze e prospettive, senza offesa. Puntuale il virus colpisce anche l'ineffabile ministro dell'istruzione.

Scuola, apertura dopo il 30 settembre? Gelmini "molto aperta", Lega contraria - Repubblica.it: "- Inviata con Google Toolbar"

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si dice "molto aperta" sulla proposta di legge del senatore Pdl Giorgio Rosario Costa di iniziare le lezioni scolastiche dopo il 30 settembre 1. Intervistata da Sky Tg24, Gelmini ha spiegato che di questa idea "si discute da tempo. Io sono molto aperta su questo. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze".


Leggo facimente dietro le dichiarazioni una possibilità di risparmio forte per il ministero, il ritardo di 15 giorni nell'assumere i supplenti o il personale ATA precario, il risparmio per le mancate pulizie nelle scuole, il non consumo di gessetti e carta igienica, per non parlare delle fotocopie...
Questo governo si vanta di non mettere le mani in tasca ai cittadini, ma i costi sociali di una decisione come questa come verrebbe conteggiata?

Ah! Dimenticavo... la didattica.
Ha qualche rilevanza? Per ragionieri e docenti universitari mi sembra che la risposta sia evidente.

lunedì 24 maggio 2010

Il melo di Newton

Il melo di Newton | Amedeo Balbi: "- Inviata con Google Toolbar"

Ci sono diversi meli, in Inghilterra, che ambiscono al ruolo di unico e originale albero di mele di Newton, con tanto di dispute a base di datazioni al carbonio e analisi genetiche. (È quasi sorprendente che nessuno abbia ancora pensato a mettere in piedi una coltivazione di mele di Newton, da commercializzare con tanto di bollino.).
In ogni caso, domani un frammento di legno prelevato da quello che in questo momento viene riconosciuto come il più probabile albero di Newton, verrà portato a bordo dello shuttle Atlantis (che parte per la sua missione finale) per festeggiare i 350 anni della Royal Society. E così, anche la pratica dell’ostensione è sistemata.
Io non so se sia vero, ma la vendo ai miei studenti delle medie, la storiella di Newton avrebbe un seguito e la renderebbe più comprensibile. Ho letto da qualche parte questa storia (non ricordo dove, ho controllato su wikipedia non c’è):
Un giorno Newton dormiva beato sotto un melo, quando improvvisamente gli cadde in testa una mela.
Arrabbiatissimo si alzò, afferrò la mela ed iniziò a pensare: “Voglio scagliare questa mela ltre la siepe in fondo al campo… anzi la voglio far arrivare fino al ruscello, no ancora più lontano deve arrivare ai confini della contea!”.
Ma sentendo ancora dolore riprese a pensare “Maledetta! ti voglio lanciare così forte che atterrerai a Londra, no a Parigi, no a Mosca! Anzi…. ti lancerò così forte che farai tutto il giro della Terra e tornerai qui…. ed andrai ancora così veloce che non toccherai più Terra!”. E Newton si allontanò dall’albero mangiucchiando la mela e pensando a velocità di fuga, attrito, costanti di accelerazione e pietre filosofali.