mercoledì 16 giugno 2010

La materia oscura

Come riportato su wikipedia, in cosmologia, il termine materia oscura indica quella componente di materia che si manifesta attraverso i suoi effetti gravitazionali, ma non è direttamente osservabile.
Il concetto di materia oscura ha senso solo all'interno dell'attuale cosmologia basata sul Big Bang; infatti, non si sa altrimenti spiegare come si siano potute formare le galassie e gli ammassi di galassie in un tempo così breve come quello osservato. Non si spiega inoltre come le galassie, oltre a formarsi, si mantengano integre anche se la materia visibile,composta da barioni, non può sviluppare abbastanza gravità per tale scopo.

Nonostante dettagliate mappe dell' Universo vicino, che coprono lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma, si è riusciti ad individuare solo il 10% della sua massa, come dichiarato nel 2001 al New York Times da Bruce H. Margon, astronomo all'Università di Washington:

« È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90 per cento [della materia] dell'Universo. »


Le più recenti misure indicano che la materia oscura costituisce circa il 23% dell'energia dell'Universo e circa l'85% della massa.

Leggo oggi su Le scienze:

Nuovi dubbi sulla materia oscura | Le Scienze: "-


I margini d'incertezza delle rilevazioni condotte dalla sonda Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) sulla radiazione cosmica di fondo sarebbero più ampi di quanto finora supposto. A questa conclusione è giunto uno studio condotto da due ricercatori dell'Università di Durham, Tom Shanks e Utane Sawangwit, che ne riferiscono in un articolo in corso di pubblicazione sulle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (un preprint è disponibile sul sito arXiv).

Lanciato nel 2001, WMAP ha lo scopo di misurare le differenze nella radiazione cosmica di fondo (CMB), ossia il calore residuo del Big Bang che permea l'universo. Sulla base dell'ampiezza angolare delle increspature nella radiazione cosmica di fondo misurata da WMAP, gli scienziati hanno concluso che l'universo è composto per circa il 4 per cento di materia normale, per il 22 per cento di "materia oscura" e per il restante 74 per cento di "energia oscura".

Nel loro lavoro Sawangwit e Shanks hanno utilizzato una serie di oggetti astronomici di riferimento per testare come WMAP "uniforma" i dati per costruire le sue mappe, ottenendo dei risultati che fanno pensare che le sue misurazioni delle increspature della radiazione cosmica di fondo non siano così accurate come si pensava. Se così fosse, osservano i ricercatori, le increspature potrebbero essere considerevolmente più piccole, fino al punto di non implicare l'esistenza di energia e materia oscure.

"Le osservazioni sulla radiazione cosmica di fondo sono uno importante strumento della cosmologia, ed è vitale controllarne la validità. Se i nostri risultati fossero corretti, diventerebbe meno probabile che materia oscura ed energia oscura dominino l'universo", ha commentato Shanks.
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Come si può veder ancora oggi non conosciamo profondamente l'Universo nel quale viviamo, ma l'uomo continua ad esplorare col proprio intelletto quello che ancora oggi è sconosciuto.

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