sabato 10 luglio 2010

Una bolla di gas incandescente da un microquasar

Si può trovare su wikipedia che un quasar (contrazione di quasi-stellar radio source, radiosorgente quasi stellare) è un oggetto astronomico che somiglia ad una stella in un telescopio ottico (cioè è una sorgente puntiforme), e che mostra un grande spostamento verso il rosso (redshift) del suo spettro. Il consenso generale è che questo grande redshift sia di origine cosmologica, cioè il risultato della legge di Hubble. Questo implica che i quasar siano oggetti molto distanti e che debbano emettere più energia di dozzine di normali galassie. Infatti, i quasar sono considerati gli oggetti più luminosi dell'Universo osservabile e una loro caratteristica è di emettere la stessa quantità di radiazione in quasi tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e gamma.
 Mentre le microquasar sono dei corpi celesti imparentati con le quasar. Prendono il nome da queste ultime poiché hanno alcune caratteristiche comuni: emissioni radio forti e variabili, spesso viste come getti radio, e un disco di accrescimento che circonda un buco nero. Nelle quasar, il buco nero è supermassiccio (milioni di masse solari) mentre nelle microquasar, la massa del buco nero è di poche masse solari. Nelle microquasar, la massa accresciuta deriva da una normale stella e il disco di accrescimento è molto luminoso nello spettro visibile e nei raggi X. Le microquasar vengono talvolta chiamate 'binarie a raggi X a getto radio' per distinguerle da altre binarie a raggi X. Una parte dell'emissione radio proviene da getti relativistici, mostrando spesso un moto superluminale apparente.
Le microquasar sono molto importanti per lo studio dei getti relativistici. I getti si formano vicino al buco nero, e le scale dei tempi vicino al buco nero sono proporzionali alla massa di questo. Quindi le quasar ordinarie possono impiegare secoli per passare attraverso le variazioni che una microquasar sperimenta in un giorno.

Leggo su Le Scienze:
Una bolla di gas incandescente da un microquasar


Grazie alla combinazione delle osservazioni del Very Large Telescope dell’ESO e del Chandra X-ray Telescope della NASA è stato possibile scoprire la più potente coppia di getti mai osservati in un buco nero stellare.

L’oggetto, noto anche come microquasar, emette un’enorme bolla di gas incandescente con un diametro di 1000 anni luce, quindi due volte più ampio e decine di volte più potente di qualunque altro microquasar noto.

"L'aspetto sorprendente è la quantità di energia immessa nel gas dal buco nero”, ha spiegato Manfred Pakull, primo autore dell'articolo apparso sulla rivista Nature. "Questo buco nero ha la massa di poche masse solari, ma è una versione in miniatura dei più potenti quasar e radiogalassie, che contengono buchi neri con masse qualche milione di volte più massicci del Sole.”
I buchi neri sono noti per rilasciare una prodigiosa quantità di energia quando “inghiottono” materia. È stato ipotizzato che la maggior parte dell'energia venga emessa in forma di radiazione, per lo più di raggi X. Tuttavia, i nuovi risultati mostrano che alcuni buchi neri possono rilasciare altrettanta energia, e spesso anche in misura maggiore, in forma di getti collimati di particelle in rapido movimento.
I veloci getti vengono proiettati nel circostante gas interstellare, riscaldandolo e innescandone l'espansione. La bolla contiene una miscela di gas incandescenti e particelle ultraveloci a differenti temperature. Il tasso complessivo a cui il buco nero sta riscaldando i dintorni viene calcolato a partire da osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico (ottica, radio e raggi X) ed è possibile osservare i punti in cui i getti penetrano nel gas interstallare circostante, e rivelano che la bolla di gas incandescente si sta gonfiando alla velocità di almeno un milione di chilometri all'ora.
"In NGC 7793 la lunghezza dei getti è sbalorditiva, in confronto con le dimensioni del buco nero dal quale provengono”, ha spiegato Robert Soria, coautore dello studio. "Se lo stesso buco nero fosse ristretto alle dimensioni di un pallone da calcio, ciascun getto si estenderebbe dalla Terra otlre l'orbita di Plutone.”
Questa ricerca consentirà agli astronomi di comprendere le somiglianze tra piccoli buchi neri formatisi da stelle esplose e buchi neri supermassicci presenti al centro delle galassie.

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