lunedì 24 maggio 2010

Il melo di Newton

Il melo di Newton | Amedeo Balbi: "- Inviata con Google Toolbar"

Ci sono diversi meli, in Inghilterra, che ambiscono al ruolo di unico e originale albero di mele di Newton, con tanto di dispute a base di datazioni al carbonio e analisi genetiche. (È quasi sorprendente che nessuno abbia ancora pensato a mettere in piedi una coltivazione di mele di Newton, da commercializzare con tanto di bollino.).
In ogni caso, domani un frammento di legno prelevato da quello che in questo momento viene riconosciuto come il più probabile albero di Newton, verrà portato a bordo dello shuttle Atlantis (che parte per la sua missione finale) per festeggiare i 350 anni della Royal Society. E così, anche la pratica dell’ostensione è sistemata.
Io non so se sia vero, ma la vendo ai miei studenti delle medie, la storiella di Newton avrebbe un seguito e la renderebbe più comprensibile. Ho letto da qualche parte questa storia (non ricordo dove, ho controllato su wikipedia non c’è):
Un giorno Newton dormiva beato sotto un melo, quando improvvisamente gli cadde in testa una mela.
Arrabbiatissimo si alzò, afferrò la mela ed iniziò a pensare: “Voglio scagliare questa mela ltre la siepe in fondo al campo… anzi la voglio far arrivare fino al ruscello, no ancora più lontano deve arrivare ai confini della contea!”.
Ma sentendo ancora dolore riprese a pensare “Maledetta! ti voglio lanciare così forte che atterrerai a Londra, no a Parigi, no a Mosca! Anzi…. ti lancerò così forte che farai tutto il giro della Terra e tornerai qui…. ed andrai ancora così veloce che non toccherai più Terra!”. E Newton si allontanò dall’albero mangiucchiando la mela e pensando a velocità di fuga, attrito, costanti di accelerazione e pietre filosofali.

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