Nasciamo credenti
Esperimenti neuroscientifici hanno dimostrato che siamo naturalmente portati a credere alle entità invisibili. Il cervello umano si è evoluto ipotizzando una spiegazione vivente per ogni fenomeno: siamo discendenti di decine di genereazioni che, se dietro un cespuglio in movimento non vedevano un predatore, pensavano istintivamente alla presenza di uno spirito maligno.
sabato 21 agosto 2010
L'evoluzione ci ha reso credenti
Avevo gia sentito parlare di questo, ma per la prima volta l'ho trovata raccontata dal fisico quantistico Michael Brooks, e riportata dal Post ovvero che è meglio un ominide credente ma vivo, che un ominide razionale e coraggioso ma morto:
A luglio caldo record in tutto il mondo
Ricorda su La Stampa del 18 agosto 2010, Luca Mercalli, tutta la serie di eventi causati dalla furia degli eventi atmosferici che continuano ad accanirsi sul mondo come raramente accade di osservare.
Ricorda le alluvioni in Pakistan, gli incendi in Russia, la calura che sta attanagliando il Giappone e cerca di spiegarci come possono essere collegate fra di loro. Mercalli ci ricorda che alcune città pachistane che attualmente si trovano sott'acqua lo scorso 26 maggio avevano registrato temperature record di 52°.
"Queste due anomalie climatiche di segno opposto a soli tre mesi di distanza potrebbero essere connesse tra di loro..... il caldo anomalo che ha regnato nei mesi passati sull'oceano indiano - da 1 a 2 gradi sopra la media - potrebbe aver fornito l'energia ed il vapore acqueo in più necessari ad alimentare un monsone estivo così intenso.
Inoltre, la calura e la siccità eccezionali che hanno colpito la Russia potrebbero essere correlato a loro volta con i diluvi asiatici, secondo una circolazione atmosferica a grande scala che da un lato vede la risalita verso le alte quote di masse d'aria oceanica calda e umida foriera di nubifragi, e dall'altro la discesa verso il suolo di aria secca apportatrice di lunghi periodi siccitosi."
Mercalli conclude il suo intervento riportando come il mese di luglio 2010 sia risultato fra i più caldi in assoluto dal 1880, e balzi in testa se si analizzano i dati delle sole aree continentali.
Ricorda le alluvioni in Pakistan, gli incendi in Russia, la calura che sta attanagliando il Giappone e cerca di spiegarci come possono essere collegate fra di loro. Mercalli ci ricorda che alcune città pachistane che attualmente si trovano sott'acqua lo scorso 26 maggio avevano registrato temperature record di 52°.
"Queste due anomalie climatiche di segno opposto a soli tre mesi di distanza potrebbero essere connesse tra di loro..... il caldo anomalo che ha regnato nei mesi passati sull'oceano indiano - da 1 a 2 gradi sopra la media - potrebbe aver fornito l'energia ed il vapore acqueo in più necessari ad alimentare un monsone estivo così intenso.
Inoltre, la calura e la siccità eccezionali che hanno colpito la Russia potrebbero essere correlato a loro volta con i diluvi asiatici, secondo una circolazione atmosferica a grande scala che da un lato vede la risalita verso le alte quote di masse d'aria oceanica calda e umida foriera di nubifragi, e dall'altro la discesa verso il suolo di aria secca apportatrice di lunghi periodi siccitosi."
Mercalli conclude il suo intervento riportando come il mese di luglio 2010 sia risultato fra i più caldi in assoluto dal 1880, e balzi in testa se si analizzano i dati delle sole aree continentali.
sabato 14 agosto 2010
Landslides strike Zhouqu County, China - The Big Picture - Boston.com
Landslides strike Zhouqu County, China - The Big Picture - Boston.com:
A mezzanotte di domenica 8 agosto, un lago temporaneo causato da una frana ha rotto gli argini sopra la città di Zhouqu, nella Prefettura autonoma tibetana Gannan, in Cina. Il deflusso è scivolato giù per la valle come un muro di fango, cancellando case e edifici, uccidendo almeno 1.144 residenti - con oltre 600 ancora segnalati come mancanti. Il servizio completo su The Big Picture
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A mezzanotte di domenica 8 agosto, un lago temporaneo causato da una frana ha rotto gli argini sopra la città di Zhouqu, nella Prefettura autonoma tibetana Gannan, in Cina. Il deflusso è scivolato giù per la valle come un muro di fango, cancellando case e edifici, uccidendo almeno 1.144 residenti - con oltre 600 ancora segnalati come mancanti. Il servizio completo su The Big Picture
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lunedì 9 agosto 2010
Il senso del pulcino per i numeri- LASTAMPA.it
Il senso del pulcino per i numeri- LASTAMPA.it:
Conta come l'uomo, da sinistra a destra: la matematica è "naturale"?
MONICA MAZZOTTOLa matematica, piaccia o no, è parte della nostra vita ed è alla base di ogni scienza. I numeri danno senso a ogni aspetto del mondo naturale, dalla spirale logaritmica delle conchiglie alla geometria dei fiocchi di neve, dalle celle esagonali delle api al calcolo del moto dei pianeti del Sistema solare.
I numeri servono per calcolare le distanze, i pesi o il trascorrere del tempo negli orologi. Ogni lingua possiede parole per definire i numeri e ogni individuo, più o meno spontaneamente, impara a contare sulle dita e possiede una serie di «intuizioni» aritmetiche che permettono di stabilire che 8 è più grande di 5 e che 6 si trova tra 5 e 7. Ognuno di noi ha quello che il matematico e psicologo francese Stanislas Dehaene chiama «il senso del numero».
Secondo Dehaene, e prima di lui lo scienziato inglese Francis Galton, i numeri vengono «visti» su una linea, in ordine crescente da sinistra a destra: i numeri piccoli a sinistra e quelli più grandi a destra. La dimostrazione empirica di questa teoria è emersa da una serie di esperimenti che hanno evidenziato l'effetto «Snarc» («Spatial numerical association of response codes effetc»). Ai soggetti impegnati in questo esperimento viene chiesto di indicare se una cifra, compresa tra 1 e 9, che compare su di uno schermo, sia pari o dispari e di farlo schiacciando un pulsante con una mano. Poi l'esperimento si ripete con la mano opposta. Il risultato è che il tempo di reazione ai numeri piccoli è minore quando viene usata la mano sinistra, mentre i tempi di risposta ai numeri grandi è minore se viene usata la mano destra. Questa sarebbe la prova che, essendo la linea dei numeri orientata da sinistra a destra in modo crescente, quando vediamo un numero cerchiamo sempre di posizionarlo all'interno di questa linea e rispondiamo con la mano omologa al lato «giusto» più rapidamente.
Una delle strade per capire quanto la cultura influenzi la nostra specie è studiare il medesimo comportamento in altre specie. Una recente ricerca, comparsa su «Biology Letters», ha fatto proprio questo, studiando due uccelli diversi - la nocciolaia e i pulcini di gallo domestico - per capire se anche in altri animali, oltre all'uomo, esista una rappresentazione della linea dei numeri. .
«Gli uccelli - continua il ricercatore - posti di fronte a una fila di 16 elementi identici, a questi perpendicolari, sono stati allenati a beccare solo un determinato elemento, per esempio il quarto. A questo punto la serie di oggetti è stata ruotata di 90° e da perpendicolare è diventata frontale rispetto alla posizione degli uccelli. Quello che abbiamo evidenziato è che in entrambe le specie i soggetti mostrano di scegliere la posizione corretta, contando da sinistra verso destra, come nell'uomo».
Se la linea dei numeri è presente anche nella mente di un pulcino, è allora probabile che l'influenza culturale della scrittura e della lettura sia ininfluente. E le prove dell'esistenza di una «naturalità» della matematica sono sempre più diffuse: esistono numerose ricerche, in laboratorio e in natura, sulle abilità matematiche degli animali. «Le galline sanno fare stime numeriche elementari - spiega Vallortigara - e si accorgono se si verificano delle variazioni nel numero di individui della loro covata. Le interazioni preda-predatore suggeriscono complesse valutazioni delle relazioni costi-benefici che richiedono stime di numerosità. Negli scimpanzé, poi, la decisione di attaccare un altro gruppo avviene quando il rapporto tra chi attacca e chi viene attaccato è di almeno una volta e mezzo».
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domenica 8 agosto 2010
Valutazione oggettiva
La Repubblica
IL CASO
Voti bassi ed errori di grammatica
in crisi gli studenti di terza media
I risultati della prova Invalsi. Italia a due velocità: il Sud resta indietro, ma alcune regioni rimontano. Nel test di italiano le ragazze più brave dei maschi. Che però prevalgono in matematica
di CATERINA PASOLINI
... In moltissimi arrivano infatti all'esame di terza media con la grammatica che resta materia ostica e astrusa. La prova? Due volte su tre cadono in errore. E non è che le cose vadano molto meglio in geometria. Tanto che se il 21,6% all'esame nei test Invalsi si è portato a casa voti dall'otto al dieci, le insufficienze sono state ben il 36,7% e i sei il 21,6%....
L'ECO DI BERGAMO
Test Invalsi: 40% insufficiente
male grammatica e geometria.
L'Invalsi ha pubblicato l'analisi della prova nazionale di terza media condotta su un campione di 25.600 alunni: 4 studenti su 10 sono insufficienti, grammatica e geometria sono le bestie nere, a un Nord sostanzialmente omogeneo si contrappongono tanti Sud. I maschi vanno meglio in matematica, le femmine in italiano.
APcom
Scuola/Invalsi: bassi risultati alunni sud legati scarso reddito
Roma, 5 ago. (Apcom) - Il ritardo di competenze fatto registrare in occasione degli ultimi esami di licenza media dagli studenti del sud rispetto a quelli del nord è fortemente legato allo squilibrio del reddito delle famiglie: a sostenerlo l'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione, all'interno del corposo rapporto sulla prova standardizzata scritta svolta il 17 giugno scorso...
La Stampa
"Adesso tra i banchi
le regole funzionano"
Copiare: un antico vizio della scuola italiana sembra in declino
La grammatica resta ancora la bestia nera degli studenti oppure l’italiano va un po’ meglio?
«In realtà, la si conosce poco e parlo soprattutto dei ragazzi più deboli. Ma c’è un aspetto positivo: la grammatica è una materia che risente meno delle influenze delle altre “entità educative”, vale a dire delle famiglie e del contesto culturale. I professori ci possono lavorare, dipende tutto da loro».
ancora la stampa
I risultati sono abbastanza confortanti, e i professori, questa volta, non hanno lasciato correre. Sono crollati quegli atteggiamenti «opportunistici» che sembravano una caratteristica della scuola italiana e tante polemiche hanno provocato, anche recentissime.
sabato 7 agosto 2010
Quando l'Invalsi fa BAU!
Bravi e poco copioni Ecco gli studenti del liceo di domani- LASTAMPA.it:
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Certo, lo spauracchio INVALSI.....
Lo studio Invalsi sugli esami di terza media. Migliorano i risultati in italiano e matematica
MARIO BAUDINOLa novità è importante: agli esami di terza si è copiato meno che un anno fa e i ragazzi non sono ignoranti come si pensa. E’ questa la fotografia della scuola che emerge dal rapporto Invalsi sulla prova che, per la terza volta, ha accompagnato gli studenti della scuola media all’appuntamento finale, entrando anche come elemento di valutazione per il voto.
I risultati sono abbastanza confortanti, e i professori, questa volta, non hanno lasciato correre. Sono crollati quegli atteggiamenti «opportunistici» che sembravano una caratteristica della scuola italiana e tante polemiche hanno provocato, anche recentissime.
L’ente che certifica il livello di preparazione dei nostri ragazzi ha studiato ovviamente un campione dei risultati, molto rappresentativo perché si tratta di 25mila e 600 alunni su 585 mila, ma il panorama che ne risulta è considerato non solo attendibile: per una volta, è persino promettente. Resta il divario fra il Nord e il Sud, con il centro a metà strada, resta la considerazione che dove maggiore è l’ingiustizia sociale, e quindi la distanza fra ricchi e poveri, maggiore è la diseguaglianza dei risultati, da studente a studente e anche da scuola a scuola. Restano i problemi di sempre, però si intuiscono altri orizzonti. La scuola è forse meno malata di quanto si tenda a credere. In certi casi, anzi, sta benissimo. E, ripetiamolo perché fa piacere, i ragazzi sono meno somari di come li si dipinge: anche se poco più della metà, per esempio, hanno risposto bene nella prova italiano, basata su una pagina di Francesco Piccolo, a una delle domande che dovevano verificare la comprensione del testo.
....
La matematica
Lo stesso avviene per la matematica (seconda prova): la quota di risposte corrette è più bassa (51%), ma se si decide di non formulare giudizi su questo livello medio, che potrebbe anche essere guardato con una certa severità, il risultato più interessante è che non ci sono grandi variazioni da scuola a scuola, e neanche da una regione all’altra. Va aggiunto che, curiosamente, i nostri figli vanno maluccio in geometria, e molto meglio ad esempio in settori come la misura, i dati e le previsioni.
....
Il mondo della scuola (chissà, probabilmente anche a causa dello spauracchio Invalsi) si è impegnato a fondo, con risultati migliori di un anno fa, anche se non sono quantificabili, perché tutti questi punteggi fanno riferimento alla media nazionale che ne emerge, e non a prove precedenti.
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Certo, lo spauracchio INVALSI.....
venerdì 6 agosto 2010
La miopia è ereditaria?
Alcuni giorni fa, dopo una lauta cena, mentre ci godevamo il fresco di una terrazza nella campagna toscana, una coppia di amici, genitori della migliore amica della mia figlia grande, portarono l'argomento della conversazione sulla miopia (tutti e quattro noi genitori siamo miopi) ed espressero la preoccupazione che la loro bambina possa diventare miope come loro.
Di impulso, sulla base di una mia non meglio specificata competenza, datami dall'essere insegnante di scienze, mi affrettai a rassicurarli che la miopia non ha basi genetiche.
Ma su cosa basavo la mia affermazione? In realtà, mi sono ben presto reso conto, su mie impressioni e non su conoscenze che possiedo. Così ho deciso di indagare su internet, per cominciare da wikipedia che mi ha aiutato a mettere i primi puntini sulle i, aiutandomi a capire cosa realmente è la miopia:
Per chiarirmi le idee ho lanciato la ricerca con le parole miopia genetica su google, ed i risultati sono a dir poco contraddittori, soprattutto considerando la quantità di persone interessate dalla malattia (in Italia si parla del 25% della popolazione!)
I titoli gridati parlano chiaramente dell'origine genetica della miopia:
da jugo.it:
Ma poi si trovano anche questi articoli:
Ma poi troviamo anche articoli come questi:
Ereditarietà e familiarità nella miopia
L'impressione che ho ricavato leggendo questi articoli è che ci sia certamente una componente genetica nella predisposizione allo sviluppo della miopia, ma i fattori scatenanti sono indubbiamente ambientali.
Le discrepanze che si trovano secondo me possono trovare spiegazione se si tengono presenti gli interessi economici che sono dietro una malattie che richiede strumenti e/o cure e che interessa una percentuale così elevata della popolazione mondiale.
Di impulso, sulla base di una mia non meglio specificata competenza, datami dall'essere insegnante di scienze, mi affrettai a rassicurarli che la miopia non ha basi genetiche.
Ma su cosa basavo la mia affermazione? In realtà, mi sono ben presto reso conto, su mie impressioni e non su conoscenze che possiedo. Così ho deciso di indagare su internet, per cominciare da wikipedia che mi ha aiutato a mettere i primi puntini sulle i, aiutandomi a capire cosa realmente è la miopia:
La miopia è un'ametropia o un'anomalia rifrattiva, a causa del quale i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione è migliore o nitida a breve distanza.Quindi si parla di causa ereditaria o evolutiva...
Cause
La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici rifrattive dell'occhio. ...
Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva: l'eccessivo sforzo e protrarsi del lavoro prossimale provoca o concorre a sviluppare miopia.
Per chiarirmi le idee ho lanciato la ricerca con le parole miopia genetica su google, ed i risultati sono a dir poco contraddittori, soprattutto considerando la quantità di persone interessate dalla malattia (in Italia si parla del 25% della popolazione!)
I titoli gridati parlano chiaramente dell'origine genetica della miopia:
Usa, aumentano i miopi: «Tv e pc non c’entrano. Le cause sono genetiche»
(da il Sole 24 ore)
Negli Stati Uniti la miopia è molto più comune di quanto lo fosse 30 anni fa: è quanto emerge da uno studio condotto da Susan Vitale e dai suoi colleghi del National Eye Institute di Bethesda (Maryland) e pubblicato su Archives of Ophthalmology.
Lo studio è stato condotto analizzando i dati sulla miopia raccolti dal National Health and Nutrition Examination Survey su 4.436 soggetti tra il 1971 e il 1972 e su 8.339 individui dal 1999 al 2004; in entrambi i casi l`età variava dai 12 ai 54 anni. Dalla ricerca è emerso che "la prevalenza della miopia è stata significativamente più elevata tra il 1999 e il 2004 rispetto al 1971-`72, ovvero pari al 41,6% contro il 25%", scrivono gli autori.
La causa è genetica - In Italia la miopia interessa circa il 25% della popolazione, "ma non risulta che la percentuale sia in aumento come accade negli Stati Uniti - spiega Marco D`Amico, oculista specialista dell`Ospedale `Ss. Filippo e Nicola` di Avezzano (L`Aquila) -. Le cause di questo difetto della vista sono principalmente genetiche, per cui c`è poco margine per un aumento di incidenza". Alcuni studi riportano cause ambientali tra quelle scatenanti il difetto della vista, "ma i risultati sono discordanti, e per adesso non si può parlare di valide teorie scientifiche".
da jugo.it:
Un gene è causa della miopia
Nuova scoperta su origini miopia Chris Hammond, del Saint Thomas Hospital di Londra, annuncia un'importante scoperta sul diffuso problema della miopia. Seconso Hammond infatti la causa principale del difetto alla vista che interessa circa 17 milioni di italiani, il 25% degli europei e addirittura i due terzi degli orientali, sarebbe imputabile alla mutazione di un gene, il Pax6. Proprio tale predisposizione genetica sarebbe alla base del 90% dei casi di miopia riscontrati fino ad ora.
La scoperta di Hammond potrebbe così rappresentare un grande balzo in avanti verso la cura della miopia, un problema che affligge milioni di persone in tutto il mondo, in quanto lo stesso ricercatore è convinto che "la chimica biomolecolare potrà riservare risposte importanti alla guarigione della malattia". ....
Giusto sottolineare che la scoperta di Hammond potrebbe aprire nuove strade a soluzioni definitive o meno invasive.
Ma poi si trovano anche questi articoli:
La teoria della Miopia strutturale ritiene che i fattori genetici siano la causa principale dello sviluppo della miopia. Goldsmidt (1968) fornisce una rassegna esauriente della bibliografia relativa alla genetica nella miopia, concludendo che i fattori genetici sono sì importanti, ma vi sono numerosi tipi di miopia con diversi schemi genetici. Altri ricercatori non hanno trovato basi per la teoria della miopia ereditaria
La Miopia funzionale si verifica quando si utilizzano eccessivamente gli occhi per lavorare da vicino, cioè leggendo molto mantenendo la messa a fuoco ad una distanza di circa mezzo metro per diverse ore, o lavorando tutto il giorno al computer. Questo tipo di miopia risale alle osservazioni di Herman Chon del 1866, per cui un uso eccessivo degli occhi per lavorare da vicino è la causa principale della miopia. Sostanzialmente si allenano gradualmente gli occhi a mettere a fuoco solamente gli oggetti vicini, oppure si trascura l'esercizio della visione a distanza. Ad esempio gli animali che crescono in ambienti troppo piccoli sviluppano la miopia. Vi sono solide prove scientifiche per cui l'ambiente influenza la vista.
Ciò effettivamente ha senso se si pensa alla diversa distribuzione dei problemi visivi nel mondo. Nelle popolazioni tribali delle zone native del mondo, dove non si dà molta importanza alla lettura e all'apprendimento sui libri, i problemi visivi praticamente non esistono. Garner et al. (1985) ha visitato 977 bambini in età scolare, di età compresa tra i 6 e i 17 anni, dello Stato del Sud Pacifico di Vanuatu, in Melanesia. Nei due controlli condotti nel 1985 e nel 1986 si scoprì un grado di miopia maggiore di 0.25 diottrie solamente nell’1,3% (1985) e nel 2,9% (1986). In altre parole, tutti avevano una buona vista.
Ko (1984) riportò invece la prevalenza della miopia nelle città di Taipei e Koachoung (Taiwan) nel 28% dei bambini della scuola elementare, nel 67-71% dei ragazzi delle scuole medie inferiori e nell’81-89% dei ragazzi delle scuole medie superiori. La miopia riscontrata negli studenti di Medicina della National Taiwan University raggiungeva una percentuale del 91,5%.
Ma poi troviamo anche articoli come questi:
Ereditarietà e familiarità nella miopia
La componente genetica e quindi ereditaria si rileva più frequentemente per la miopia elevata ed elevatissima e difficilmente si manifesta su tutti i figli di genitori miopi. La familiarità che si riscontra in buona percentuale nella miopia leggera e media è probabilmente da addebitare alle abitudini culturali dei componenti della famiglia. A tal proposito si segnala quanto affermato da Ian Morgan dell' Australian National University di Canberra.
Il seguente articolo, tratto da New Scientist , è tradotto in italiano dall'originale in inglese.
La causa della miopia è lo stile di vita, non i geni.
08 luglio 2004
* Esclusivo da New Scientist Print Edition.
* Rachel Nowak, Melbourne
Contro la credenza popolare, la gente in Asia orientale non è più geneticamente predisposta alla miopia di qualunque altra popolazione, secondo i ricercatori che hanno analizzato i risultati di questi studi sul problema.
Le epidemie della miopia in paesi quali Singapore ed il Giappone sono solamente dovute ai cambiamenti nello stile di vita, dicono, e livelli simili potrebbero presto essere visti in molti paesi occidentali mentre lo stile di vita continua a cambiare.
L'impressione che ho ricavato leggendo questi articoli è che ci sia certamente una componente genetica nella predisposizione allo sviluppo della miopia, ma i fattori scatenanti sono indubbiamente ambientali.
Le discrepanze che si trovano secondo me possono trovare spiegazione se si tengono presenti gli interessi economici che sono dietro una malattie che richiede strumenti e/o cure e che interessa una percentuale così elevata della popolazione mondiale.
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