giovedì 31 luglio 2008

L'istmo di Panama creato da margini continentali convergenti



Nella rivista on line ed ad accesso libero “PLoS ONE”, è stato pubblicato un nuovo studio dell’Università della Florida che, contrariamente alle evidenze scientifiche raccolte finora, mostra che l’Istmo di Panama si formò con tutta probabilità dalla collisione, dovuta alla tettonica delle placche, di una penisola centroamericana contro il continente sudamericano circa 4 milioni di anni fa.
Questo è l’Abstract dell’articolo. Di cui parla anche la rivista Le Scienze:
Prima della formazione dell’istmo di Panama come appare oggi, è esistita una penisola centroamericana.
È stato dimostrato che nel sud America centrale esisteva una penisola già a partire da 19 Ma, sulla base di nuovi dati litostratigrafici e biostratigrafici, forniti dall’analisi delle formazioni esposte lungo lo scavo del nuovo Canale di Panama. Sono stati ritrovati mammiferi terrestri nella formazione del Miocene Cucaracha che hanno caratteristiche e dimensioni simili a specie correlabili in Nord America, il che indica che esisteva una connessione terrestre con l'America del Nord che ha permesso il flusso genico tra le popolazioni nel corso del miocene.
Per quanto tempo è esistita la penisola? La risposta dipende l'esito di una controversia stratigrafica: vale a dire, la Formazione terrestre Cucaracha è di età più giovane della Formazione marina La Boca? Se La formazione il Boca è più giovane della Formazione Cucaracha, come molti pensano, allora la penisola è stata di breve durata (1-2 mio), dopo essere stata sommersa in parte dalla trasgressione rappresentata dalla sovrastante Formazione La Boca. D'altra parte, i nostri dati sono di sostegno al parere che La formazione il Boca è di età più recente alla Formazione Cucaracha. La datazione con lo Stronzio dimostra che la Formazione La Boca è più vecchia (23,07 a 20,62 mA) rispetto sia a la Culebra (19.83-19.12 MA) che a la Cucaracha (Hemingfordian a Barstovian nordamericano Land Mammal Evo; 19-14 mA). Il Calcare il Emperador è anche più vecchio (21.24-20.99 MA) rispetto alle formazioni Culebra e Cucaracha. Ciò che è stato chiamato " Formazione La Boca " (con il Emperador Calcare), è re-interpretata qui come la parte inferiore della Formazione Culebra. La nostra nuova serie di dati di questo studio dimostra che l’ asse principale dell’arco vulcanico del sud America centrale è stato più che probabilmente collegato con una penisola al nord America Centrale per gran parte del Miocene, il che ha profonde implicazioni per la comprensione della storia della tettonica, climatici , Oceanografiche e biogeografiche relativi alla formazione dell’Istmo di Panama
.
Importante è il fatto che la scoperta è stata pubblicata su di una rivista ad accesso libero. Non può che farmi piacere notare come questa forma di condivisione del sapere si stia piano piano affermando almeno nel resto del mondo.
Non per niente noi siamo il paese di Pitagora.

mercoledì 30 luglio 2008

martedì 29 luglio 2008

Torniamo a Gentile


Sono d'accordo con Paolo Granzotto che lo scrive sul il Giornale. Torniamo alle marcature ad uomo di una volta, ai calciatori in cui il massimo della pettinatura era una passata con le forbici ai baffi ed ai peli del naso, e chi, dopo la doccia, osava darsi un po di Denim Mask veniva guardato con sospetto e non gli si dava più le spalle!
Purtroppo però il titolo "Per evitare il disastro la scuola torni a Gentile" non si riferisce al Claudio Gentile, ma a Giovanni Gentile.
Wikipedia: "Nel 1923 Gentile si iscrive al partito fascista con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale. Nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento.
L'educazione deve essere intesa come un divenire dello spirito stesso che realizza così la propria autonomia. L'insegnamento è teoria in atto, in cui non si possono fissare le fasi o prescrivere il metodo: «il metodo è il maestro», il quale non deve attenersi ad alcun didattica programmata ma affrontare questo compito sulla scorta delle proprie risorse interiori. Programmare la didattica sarebbe come cristallizzare il fuoco creatore e diveniente dello spirito che è alla base dell'educazione. Al maestro è richiesta una vasta cultura e null'altro, il metodo verrà da sé, perché il metodo risiede nella stessa cultura nel suo processo infinito di creazione e ricreazione.

Il dualismo scolaro e maestro deve risolversi in unità attraverso la comune partecipazione alla vita dello spirito che tramite la cultura muove l'educatore verso l'educando e lo riassorbe nell'universitalità dell'atto spirituale. «il maestro è il sacerdote, l'interprete, il ministro dell'essere divino, dello "spirito"».

Il maestro incarna lo spirito stesso, l'allievo deve allora subordinarsi all'ascolto del maestro proprio per diventare anche lui spirito, per farsi libero ed autonomo, dopo essersi sottomesso, ed arrivare ad autoeducarsi, facendo del tutto propri i grandi contenuti impostigli.

Questi concetti ispirano la riforma scolastica del 1923 attuata da Gentile in veste di ministro della pubblica istruzione.


Questo era Giovanni Gentile. Da Granzotto vorrei prendere un altro spunto: se è vero che "il numero dei «quindicenni italiani che faticano a comprendere le pagine scritte è aumentato del 39 per cento in sei anni, e oggi sfiora il 26,4 per cento", mentre dati PISA e OCSE alla mano il ministro Gelmini per prima dice che la nostra scuola primaria funziona benissimo, c'è qualcosa che non va.
Come sanno le persone con cui ho parlato di questi argomenti secondo me il problema sta nel tipo di prove a test, in cui basta mettere crocette o dare risposte secche. Per ragazzi con problemi di lettura è più facile origliare il foglio del vicino o sparare a caso, che comprendere quello che viene chiesto. Guarda caso anche in matematica le difficoltà maggiori non si hanno nel fare calcoli, ma nel risolvere i problemi.

A futura memoria

E' di questi giorni la notizia; "Le case dei mafiosi diventano scuole", secomdo cui a breve 230 beni confiscati alla criminalità in tutta Italia verranno assegnati alle scuole per l'avvio di progetti educativi e di formazione professionale.Di questi 120 sono abitazioni, 41 locali, 40 fabbricati e 29 capannoni.
Sicuramente si tratta di una iniziativa che colpisce, ma mi lascia qualche dubbio.
Per poter utilizzare questi edifici come scuole, devono rispondere a dei requisiti normativi e tecnici, abbastanza precisi ed ineludibili (non si può pensare di mettere 25 ragazzi in una stanza di 15 mq, o tenere il numero dei bagni uguale a quello di una abitazione).
Come scrive il Sole 24 ore "la maggior parte dei beni confiscati, ha reso noto il ministro Gelmini, «verrà utilizzata da istituti professionali, soprattutto per quelli di indirizzo alberghiero, ma stiamo studiando anche una possibilità per le scuole medie inferiori. Naturalmente per fare ciò - ha concluso - chiederemo anche la collaborazione degli enti locali»".
Pertanto, come normale, saranno comuni e province ad accollarsi l'onere della trasformazione degli edifici, ed in questi tempi di vacche magre è facile intuire che i lavori segneranno il passo.
Non vorrei che fra un anno i Tg realizzassero dei servizi sull'incuria e lo sfascio degli immobili sequestrati alla mafia, presentandolo come l'ennesimo fallimento della scuola pubblica italiana, ed i suddetti beni vengano svenduti a qualche asta.

lunedì 28 luglio 2008

Uso del Blog



Molti di voi hanno probabilmente timore a lasciare commenti perché sembra che per lasciarli ci si debba registrare (anche io la pensavo così, e ve lo dissi).
Solo oggi ho scoperto che le cose non stanno così. Basta infatti riscrivere nel campo verifica parola, la parola leggermente deformata e senza senso che appare sopra (serve ad evitare che virus intasino la piattaforma, cioé a scrivere deve essere un uomo e non una macchina), e quindi cliccare sul bottone anonimo in fondo alla pagina e potrete così inviare il messaggio anche senza registrarvi.

Nucleare


La IAEA (International Atomic Energy Agency) e la NEA (Nuclear Energy Agency) ogni due anni producono il voluminoso documento, l'ultimo dei quali è “Uranium 2007: Resources, Production and Demand” che fa il punto sulla situazione della disponibilità di uranio nel mondo.
I toni dell'ultimo documento sono ottimisti: "Secondo tale studio, sulla base dei dati relativi alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare, l’ uranio al momento disponibile (in quanto conosciuto) sarebbe sufficiente per i prossimi 100 anni." ma, aggiunge poi: "Nel 2006 la produzione mondiale di uranio è stata di 39.603 tonnellate ed ha provveduto a soddisfare soltanto per il 60% circa la richiesta dei 435 reattori commerciali nucleari in funzione. Infatti la richiesta totale nel 2006 è stata di 66.500 tonnellate e la differenza è stata colmata da “fonti secondarie” (lo smantellamento di oltre 12.000 testate nucleari e il ri-arricchimento di uranio) che però ora sono in fase di declino." Qualcosa dell'ottimismo di cui sopra mi sfugge.
Comunque anche queste agenzie prevedeono che l'esaurimento dell'uranio entro cento anni, è cosa certa. Come ricorda il premio Nobel Carlo Rubbia, per costruire una centrale nucleare si debbono sostenere spese molto elevate, tanto è che negli USA sono 30 anni che non se ne costruisce una, e secondo lui l'uranio è destinato a scarseggiare nei prossimi 35-40 anni.
L'impegno che ha preso il governo di costruire nuove centrali nucleari (per poi dire anche di costruirle all'estero!), investendo risorse immense in una tecnologia obsoleta, che produce scorie che daranno problemi per centinaia di migliaia di anni, recando vantaggi a chi realizzerà le centrali, lautamente pagato con soldi pubblici, si commenterebbe da sola.
Purtroppo la stampa non appare così contraria all'iniziativa. Nessuno pensa di investire su nuove tecnologie, come il nucleare basato sul torio, come proposto da Rubbia nello stesso articolo, ma in questo paese rimasto indietro in molti campi di alcuni decenni, si continua a guardare al passato.

Ritorno all'ordine


Il ministro Gelmini continua nella sua battaglia per il ritorno dei grembiuli nelle aule scolastiche. Sul Sole 24 Ore afferma: "la scuola italiana è «vittima della cultura del '68».... La scuola è stata vittima di una forma di egualitarismo e di appiattimento verso il basso tipica di quella cultura. Noi dobbiamo superare questa impostazione, cercando di coniugare l'alfabetizzazione del paese con i buoni livelli di istruzione che dobbiamo recuperare".
Le affermazioni non possono sorprendere se si pensa che l'attuale premier, durante la precedente campagna elettorale affermò in diretta TV che i figli dei professionisti non sono la stessa cosa dei figli degli operai.

venerdì 25 luglio 2008

Sindrome di Tafazzi


C'è oggi un interessante articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica, che parla del mestiere di Professore. Molte considerazioni sono interessanti e condivisibili, ma continua imperterrita la voglia di farsi male della categoria. Quando Diamanti dice, per esempio: "E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.
Competenze apprese "fuori" da scuola
."
E' sicuramente vero quello che dice, ma gli strumenti per apprendere quelle competenze chi glieli ha dati al ragazzo?
Nel frattempo il ministro progetta....
Ps: chi è nato a metà degli anni 90 o dopo non sà chi sia Tafazzi, cercherò di inserire questo video da you tube.

mercoledì 23 luglio 2008

Problema

Al primo che risponde esattamente verranno abbonati 5 esercizi delle vacanze.
Perché nel video qui sotto, la traiettoria del meteorite appare curva?
Lasciate la risposta nei commenti.

Passaggio di un meteorite

Un meteorite nei cieli messicani.

Emergenza matematica


In tutti i giornali di oggi compaiono le dichiarazioni del Ministro Gelmini sui risultati degli studenti delle scuole superiori a matematica, in merito dice: la matematica "costituisce, per la scuola italiana, un'autentica emergenza didattica. Il problema accomuna gli studenti dell'intera penisola, senza distinzione di sesso, tipologia di scuola o dislocazione geografica" (Repubblica).
Qui trovate un commento video di Piergiorgio Odifreddi, noto matematico, con cui non posso non dirmi d'accordo, specialmente nella parte in cui dice, come molto spesso sentite dire anche a me, che non ha senso dire che non si è portati con la matematica, è come dire che uno non è portato ad andare in bicicletta.
Chiaramente per il momento gli strali dei giornalisti e del ministero sono sulle scuole superiori, ma appena arriveranno i risultati delle prove nazionali dei nostri esami, sono pronti torrenti di inchiostro per illustrare lo sfascio dell'insegnamento della matematica e delle scienze nelle nostre scuole, dimenticando che al di la delle poche ore passate settimanalmente in classe, non esiste nessuna altra offerta di scienza o matematica nei media ed in generale nella nostra società.

martedì 22 luglio 2008

Ancora Ubuntu


Fedele ai miei propositi continuo caparbiamente a tentare di utilizzare Linux per i lavori da geologo.
Fondamentalmente si tratta di lavori di grafica in cui dispongo di una serie di fogli trasparenti (Layer nei programmi o livelli) sul più alto dei quali metto un'immagine della topografia (curve di livello) in bianco e nero, rendendo il bianco trasparente, e nei livelli sottostanti disegno la geologia, facendo rimanere questi oggetti opachi. Usando Gimp ed Inksckape, riesco ormai a padroneggiare la tecnica. il problema è il reperimento delle basi cartografiche dal sito della regione Toscana.
La topografia è infatti messa a disposizione in formato .dwf, penso proprietario di Autodesk che mette a disposizione un visore gratuito ma solo per windows. Ho provato a cercare alternative su linux che mi permettano di visualizzare i file (FWtools, Xnview) ma il primo non mi si installa misteriosamente, ed il secondo non li ha previsti fra i file compatibili.
Ho quindi provato ad installare su wine DwfViewer e Autodesk Design Review ma entrambi si rifiutano di essere installati.
Simile il discorso per i file .ecw con cui la Regione Toscana distribuisce la cartografia geologica. I software di linux non funzionano, quindi ho provato ad installare i software su wine, fino a che ERViewer7_0 è stato installato con successo. Ho cercato di aprire un file ed ho visto che l'interfaccia grafica non funziona. Mai domo ho provato a scrivere l'indirizzo del file manualmente. A quel punto il programma si blocca e devo forzare l'uscita.
Al solito se qualche smanettone sapesse darmi una dritta gliene sarei immensamente grato.

lunedì 21 luglio 2008

Servizio a Cuneo


Fin che dura, mi sento un privilegiato, faccio un lavoro che mi piace, non mi permette di fare grandi viaggi (purtroppo), spese mirabolanti, cambiare l'auto quando l'economia lo richiederebbe, ma mi permette di trascorrere molto tempo con le mie figlie, e d'estate, di passare molto tempo al mare con loro... fin che dura. Sono arrivato a questo risultato a 40 anni, dopo 5 di università, un esame di abilitazione alla professione di geologo, due anni di corso universitario post laurea per l'abilitazione all'insegnamento conseguita sostenendo un'altro esame, poi facendo un anno di prova per l'immissione in ruolo, frequentando un ulteriore corso e superando un ultimo (per ora, come diceva Eduardo) esame.
Il dubbio che le cose non dureranno è il continuo tuonare che si ode da Roma e dalle Valli Padane. Ho letto in questi giorni sui provvedimenti presi dal Ministro Brunetta per colpire i fannulloni, gli scansafatiche che osano ammalarsi (anche se poi le norme ho letto esistono dal 98, mai applicate per i costi proibitivi). Inoltre ha promesso, per poi subito smentire tagli per 400 milioni alla pubblica amministrazione. Tremonti tuona dicendo che la crisi attuale ricorda quella del 29, spaventando forse tutti gli imprenditori che lo hanno sostenuto, e che forse ora si affretteranno a chiedere contributi governativi per fronteggiare la crisi. Vorrei ricordare che Giulio Tremonti fu chiamato nel secondo governo Berlusconi alla guida del neonato Ministero dell'Economia e delle Finanze, fu costretto alle dimissioni il 3 luglio 2004: in quel periodo la maggioranza dell'epoca andò incontro ad un periodo di crisi, dovuta alle forti divergenze in materia di economia con Gianfranco Fini, allora vice-premier.
Così per continuare a fare il mio lavoro bellissimo avevo quasi deciso di chiedere per tre anni il trasferimento a Cuneo, per imparare a lavorare e vivere dalle laboriose genti del Nord, sulle orme di Antonio De Curtis. Immaginate il mio dispiacere quando ieri vengo a sapere che il ministro Bossi ha detto "basta far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord". Per approfondire il pensiero di Bossi ho provato a fare una ricerca nell'archivio di Repubblica ed ho visto che non è da oggi che il senatur (avrò scritto bene?) ce l'ha con gli insegnanti meridionali. Forse la ragione l'ho trovata sulla Stampa.

Vecchi modi di dire


In questi giorni di riposo e svago, con l'abbondante tempo libero a mia disposizione, tornano alla mente vecchi modi di dire. Uno in particolare, che a Siena veniva comunemente usato fino ai primi anni 90, e che adesso sta scomparendo. Mi riferisco al vezzo di chiamare le persone non alte "Bagonghi", modo di dire le cui origini mi rimasero oscure fino ai 25 anni credo, e poi seppi che Bagonghi era il nome con cui veniva chiamato un nano circense di inizio secolo scorso.
In questi giorni mi è venuta voglia di approfondire l'argomento e trovare notizie su internet, per esempio su wikipedia, che dice:
Bagonghi è lo pseudonimo assunto generalmente dai nani che lavorano nei circhi, nelle fiere e nei baracconi. L'origine del nome è incerta. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 risulterebbero aver lavorato nani con questo pseudonimo nei circhi Guillaume, Gatti & Manetti e Barnum.
Nel linguaggio colloquiale bagonghi può essere usato come epiteto scherzoso nei confronti di una persona di statura bassa.

Il blog l'orizzonte degli eventi riporta le seguenti notizie:
L'Italia dava i natali a nani veri, seri professionisti del Circo, ammirati in tutto il mondo come vere glorie nazionali delle quali andare fieri.
Ricordiamone uno, il capostipite. Praticamente ogni città d'Italia rivendica il fatto di aver dato i natali a Bagonghi ma pare proprio che quello vero e originale, almeno secondo gli archivi locali, sia una gloria romagnola.

Andrea Bernabé nacque a Faenza il 27 gennaio 1850, da Paolo e Teresa Ronchi. Era un nano acondroplasico dalla testa grossa, il tronco allungato e le gambe arcuate e cortissime, secondo le cronache dell’epoca “'un metro e dieci, dal cranio ai piedi, di meravigliosa, completa ed intonata deformità umana”.
Era quello che in inglese si chiama “dwarf”, diverso dal “midget”, il nano ateleiotico di aspetto infantile.... A 12 anni Bernabé decide di unirsi al famoso circo Zavatta, dove gli affibbiano il soprannome Bagonghi, che da quel momento sarebbe diventato un appellativo universale per tutti i nani circensi.
La sua folgorante carriera lo portò ad esibirsi come clown, acrobata al tappeto, giocoliere e prestigiatore anche in numerosi altri circhi, da quello di Dell’Orme alla compagnia Zamparla, ovunque riscuotendo uno straordinario successo.

domenica 6 luglio 2008

Buone vacanze

Una padana ci salverà?

Solo ieri leggevo sull'edizione cartacea del Corriere della Sera (o line non l'ho trovato) che era "indispettito" con la ministro dell'Istruzione Gelmini.
Il motivo principale per cui porta questo risentimento è che la moglie, insegnante, di Bossi gli "fa una testa così", e che una persona che non ha mai insegnato in vita sua non può fare il Ministro dell'Istruzione.
Puntuale oggi, dalle colonne de Il Giornale arriva la replica dell'On. Gelmini che non perde occasione per dichiarare: "i tagli arriveranno e non c’è altra via, ha chiarito ieri Gelmini, perché «abbiamo ereditato un Paese pieno di emergenze, dall’economia alla sicurezza, ma anche la scuola vive un momento di grande difficoltà: il bilancio è per il 97 per cento ingessato sugli stipendi. Il governo precedente ha iniziato a tagliare le spese, ma limitando i tagli al personale. Il risultato è che le scuole sono sporche e che ci sono 10mila edifici a rischio crollo»."
Per chi come noi vive una realtà come la scuola di Radda, con tutte le difficoltà che provoca il reperimento del personale docente ogni anno non può che preoccuparsi.
E comunque un particolare che forse il ministro non conosce: la manutenzione degli edifici delle scuole è affidata ai comuni (a cui è stata tagliata l'ICI), per le scuole superiori alle provincie, il Ministiro non ha nessuna competenza in merito, che io sappia.

venerdì 4 luglio 2008

Livello prezzo petrolio ci inquieta



A dirlo non è stato il rappresentante di una qualche organizzazione di insegnanti precari che macinano chilometri ogni giorno, ma un ministro saudita (ANSA 3 Luglio).
In effetti ieri il prezzo del petrolio ha fatto l'ennesimo record (corriere), e se non ricordo male, solo pochi giorni fa si parlava della barriera psicologica dei 140 $ superata.
Ero rimasto ai 200 $ al balire previsti, ma oggi ho letto che "il colosso energetico russo Gazprom prevede che il prezzo del petrolio salira' ''molto presto'' a 250 dollari al barile" in una notizia ancora del 3 luglio (asca).
Ma per quale motivo i prezzi stanno aumentando in questa maniera vertigionosa nonostante ci venga assicurato che il petrolio non si sta ancora esaurendo, ma è solo la domanda mondiale che aumenta (la legge della domanda e dell'offerta su cui si baserebbe?... il sistema capitalistico dice che al crescere della domanda, inevitabilmente si ha un'aumento dell'offerta fino a saturare la domanda, e quindi i prezzi scendono).
Ma evidentemente c'è un problema: le leggi della fisica e dell'economia, almeno in questo caso non sono compatibili. Vediamo perchè:
Per estrarre un liquido da un pozzo si deve compiere un lavoro, e quindi consumare un'energia. Immaginiamo che l'estrazione del liquido avvenga a secchi legati ad una carrucola ed un uomo pensa ad alzarlo ed abbassarlo.
Essendo il lavoro L=F*S (forza x spostamento) per alzare il secchio da 5 m di profondità l'uomo consuma una certa energia, se il liquido è a 10 m di profondità l'energia necessaria sarà il doppio della prima, se il liquido è a 100 metri l'energia occorrente è 20 volte la prima, e così via.
Se al posto dell'uomo c'è una macchina l'energia consumata è la stessa in quanto lo spostamento (di quanti metri sale il liquido) per la forza (peso del liquido) non cambia.
Appare chiaro quindi che più un liquido si trova in profondità, maggiore sarà l'energia necessaria a portarlo in superficie.
Se il liquido in questione è il petrolio, da cui ricaviamo dell'energia, arriveremo ad un punto (profondità) tale in cui l'energia occorrente per sollevare un barile di petrolio sarà pari a quella energia che il barile è in grado di fornire. L'andamento dei prezzi del petrolio mi fa pensare che ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel punto, cioè al punto in cui avremo ancora abbondanti scorte di idrocarburi nel sottosulo, ma non sarà più conveniente estrarli.

Ondata di caldo torrido.... magari!


Come ogni anno mi è capitato di sentire dei giornalisti parlare di caldo torrido, allarme temperature elevate, nonne e bambini nei rifugi! con condizioni di tempo simili alle attuali.
Sono alcuni giorni che il sudore ci rimane appiccicato sulla pelle provocandoci quella fastidiosissima sensazione tipica di alcuni giorni d'estate? Ci svegliamo alla mattina e vediamo una leggera nebbiolina salire fra le colline? Questi fenomeni non segnalano una giornata particolarmente torrida, ma una giornata afosa.
Devo dire che il dubbio che qualcosa fosse cambiato da quando studiavo mi è venuta facendo ricerche su internet, anche sui dizionari online, la parola torrido viene riportato come un aggettivo riferito a giornate particolarmente calde.
Solo alla fine su un sito di meteorologia ho trovato conferma ai miei ricordi.
Il caldo torrido è quello che si ha nelle condizioni di bassa umidità relativa dell'aria e che pertanto permette una facile evaporazione del sudore dalla pelle.
Si parla di caldo afoso solo con percentuali di umidità maggiori del 50%.

martedì 1 luglio 2008

Ubuntu



I miei propositi di questa estate prevedono di impratichirmi nell'uso di Linux.
Dopo aver installato (non incruentemente!) Ubuntu 8.04 ho iniziato a trovare alternative ai software che usavo su windows.
Open office lo uso da anni e pertanto continuo ad usarlo sempre con maggiore soddisfazione, Firefox, Picasa sono sempre gli stessi, ma grandissime soddisfazioni mi hanno dato i programmi di acquisizione video, montaggio e editing dei filmati realizzati con la mia telecamera. Altra nota al merito Rhytmbox, validissima alternativa ad itunes.
Poi ho iniziato con le cose serie, usare i software di grafica: The Gimp e Inkscape.
Visto che li uso per realizzare carte geologiche l'approccio è stato laborioso e non ancora del tutto soddisfacente, soprattutto per la stampa di disegni in cui mescolo bitmap ed oggetti vettoriali.
Anzi se qualcuno mi sapesse dare qualche dritta lo ringrazierei in qualsiasi modo possibile. Io per ora, per avere risultati decenti esporto le immagini in formato .png e poi le stampo.
Altro cruccio: dove trovo un driver non parente di un bradipo per la epson d92?