La solita strepitosa galleria di immagini.
| Una cella di tempesta in Nord Dakota |
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Scientists say the chicken came first - but they're just eggheads
Last week, it was claimed that one of the oldest conundrums known to man had been laid to rest, when scientists at the universities of Sheffield and Warwick announced they'd found evidence that the chicken really did come before the egg. A study into how chicken eggs are formed discovered that a protein found in the chicken's ovaries, ovocledidin-17, is vital for shell production. According to the researchers, this means the chicken must have come first.Cioé è stata scoperta una proteina nelle ovaie delle galline che è fondamentale per la produzione dei gusci delle uova. Questo proverebbe che la gallina è venuta prima dell'uovo.
Besides, the theory of evolution has long since rendered the chicken-egg dilemma something of a non-mystery anyway: once you allow species adaption to enter the equation, it is fairly straightforward to see how a new egg-laying species might come about.
Nel corso del normale sviluppo oltre un quarto delle aree cerebrali si espande circa del doppio rispetto alle altre, e si tratta di quelle interessate da cambiamenti evolutivi recenti
Le regioni del cervello umano maggiormente in crescita nel corso dell'infanzia sono pressoché identiche alle regioni cerebrali che mostrano i maggiori cambiamenti quando si confronta il cervello dell'uomo con quello degli altri primati e delle scimmie.
A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine a St. Louis, che ne riferiscono in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
I ricercatori hanno scoperto che la corteccia cerebrale cresce in modo non uniforme: tutte le regioni si espandono fino alla maturazione completa, ma da un quarto a un terzo di essa si espande circa del doppio rispetto alle altre aree nel corso del normale sviluppo. "Attraverso il confronto fra essere umano e macaco, avevamo già mostrato che molte di queste regioni a forte crescita si espandono in conseguenza di cambiamenti evolutivi recenti". ha osservato David Van Essen, che ha diretto lo studio.
Queste aree sono quelle legate alle funzioni cerebrali superiori, come il linguaggio, il ragionamento e ciò che Van Essen chiama "le abilità che ci fanno unicamente umani": Secondo il ricercatore è possibile che la completa crescita fisica di queste regioni sia ritardata per permettere loro di essere plasmate dalle prime esperienze di vita.
Un'altra possibile spiegazione dei differenti tassi di sviluppo è che le limitazioni alle dimensioni cerebrali imposte dal parto possono aver forzato una "scala di priorità" nello sviluppo delle diverse aree.
"La visione, per esempio, è un'area cerebrale importante alla nascita, che facilita l'allattamento e il riconoscimento dei genitori. Altre aree sono meno importanti all'inizio della vita, e possono subire una crescita maggiore più tardi."
Grazie alla combinazione delle osservazioni del Very Large Telescope dell’ESO e del Chandra X-ray Telescope della NASA è stato possibile scoprire la più potente coppia di getti mai osservati in un buco nero stellare.
L’oggetto, noto anche come microquasar, emette un’enorme bolla di gas incandescente con un diametro di 1000 anni luce, quindi due volte più ampio e decine di volte più potente di qualunque altro microquasar noto.
"L'aspetto sorprendente è la quantità di energia immessa nel gas dal buco nero”, ha spiegato Manfred Pakull, primo autore dell'articolo apparso sulla rivista Nature. "Questo buco nero ha la massa di poche masse solari, ma è una versione in miniatura dei più potenti quasar e radiogalassie, che contengono buchi neri con masse qualche milione di volte più massicci del Sole.”I buchi neri sono noti per rilasciare una prodigiosa quantità di energia quando “inghiottono” materia. È stato ipotizzato che la maggior parte dell'energia venga emessa in forma di radiazione, per lo più di raggi X. Tuttavia, i nuovi risultati mostrano che alcuni buchi neri possono rilasciare altrettanta energia, e spesso anche in misura maggiore, in forma di getti collimati di particelle in rapido movimento.I veloci getti vengono proiettati nel circostante gas interstellare, riscaldandolo e innescandone l'espansione. La bolla contiene una miscela di gas incandescenti e particelle ultraveloci a differenti temperature. Il tasso complessivo a cui il buco nero sta riscaldando i dintorni viene calcolato a partire da osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico (ottica, radio e raggi X) ed è possibile osservare i punti in cui i getti penetrano nel gas interstallare circostante, e rivelano che la bolla di gas incandescente si sta gonfiando alla velocità di almeno un milione di chilometri all'ora."In NGC 7793 la lunghezza dei getti è sbalorditiva, in confronto con le dimensioni del buco nero dal quale provengono”, ha spiegato Robert Soria, coautore dello studio. "Se lo stesso buco nero fosse ristretto alle dimensioni di un pallone da calcio, ciascun getto si estenderebbe dalla Terra otlre l'orbita di Plutone.”Questa ricerca consentirà agli astronomi di comprendere le somiglianze tra piccoli buchi neri formatisi da stelle esplose e buchi neri supermassicci presenti al centro delle galassie.
Grigorij Perelman ha dimostrato la congettura di Poincaré ma ha detto no ai soldi dell'istituto ClayGrigorij si è preso un po’ di tempo e di silenzio, ma alla fine ha parlato. Anche stavolta ha detto di no. E, in fondo, chi lo conosce se lo aspettava: la sua vita è costellata di rifiuti pazzeschi.
Il matematico russo Grigorij “Grisha” Jakovlevič Perelman, l’unico uomo al mondo che sia riuscito a risolvere uno dei sette Problemi del Millennio, dimostrando la Congettura di Poicaré, ha rifiutato il premio da un milione di dollari che gli era stato assegnato dal Clay Mathematics Institute per essere riuscito in questa impresa ai limiti dell’impossibile. James Carlson, il presidente dell'Istituto, si era messo in contatto con Grisha in marzo per informarlo del premio: «Mi ha detto di esserne onorato e mi ha assicurato che rifletterà se accettare».
Puglia, i medici contro Vendola «Assunti solo i non obiettori»: "Centosessantuno consultori. La metà in sedi inadeguate. Il territorio in larga parte sguarnito di servizi. Per riorganizzare e potenziare la rete lo scorso anno, a marzo, è nata una delibera specifica. Che due mesi fa la giunta pugliese di centrosinistra guidata da Nichi Vendola ha ripreso in mano con una seconda legge, più dettagliata, precedente le elezioni. Si prevede, tra l' altro, che in ogni centro venga garantito il diritto della donna alle certificazioni per l' interruzione volontaria di gravidanza attraverso l' inserimento di ginecologi non obiettori. E in Puglia è venuto giù il cielo. Gli antiabortisti hanno presentato ricorso al Tar. Ieri sindacati e sei presidenti degli Ordini dei medici regionali si sono riuniti per esprimere ufficialmente un forte dissenso all' iniziativa della giunta: «E' discriminatoria». Di fatto, sostengono gli oppositori, dai bandi di concorso per l' assunzione di personale verranno esclusi quanti si dissociano, non applicandola, dalla legge 194 sull' abortoDunque, se ben ho capito in Puglia, nei consultori, ovvero quei luoghi dove anche noi insegnanti, indirizziamo i ragazzi se hanno dei problemi, ed il problema più grande da affrontare può senza dubbio essere l'interruzione di gravidanza (Dio mio che periodo, meglio mettere un punto e ricominciare).
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"Molte delle più antiche stelle della Via Lattea sono residui di galassie più piccole andate distrutte in violente collisioni galattiche circa cinque miliardi di anni fa, lo afferma un articolo pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
I ricercatori dell'Institute for Computational Cosmology della Durham University, del Max Planck Institut per l'astrofisica e della Groningen University, nei Paesi Bassi, hanno utilizzato simulazioni al computer per ricostruire gli inizi della nostra galassia.
Ciò ha rivelato come le stelle più antiche, trovate nell'alone stellare di frammenti che circondano la Via Lattea, sono stati strappati da galassie più piccole per effetto della gravità generata da collisioni.
Com'è noto infatti l'uno per cento delle stelle della Via Lattea appartiene all'alone stellare, che è più grande della spirale della galassia. Proprio queste stelle sono antiche quasi quanto l'universo.
Le attuali teorie cosmologiche prevedono che l'universo primordiale fosse pieno di piccole galassie con vite brevi e violente. Queste galassie collidevano le une con le altre lasciando detriti che infine hanno costituito i mattoni elementari per la costruzione di galassie più grandi.
'In effetti, ci comportiamo come archeologi galattici, alla ricerca dei siti più probabili in cui le antiche galassie potrebbero essere state disseminate in tutta la Via Lattea”, ha commentato Andrew Cooper, coautore dello studio. “Le nostre simulazioni mostrano come differenti resti presenti nella nostra galassia, come le stelle antiche, sono correlate agli eventi nel passato distante”.
Le simulazioni sono state rese possibili dai supercomputer dell'Aquarius Project del Consorzio Virgo e sono partite dal Big Bang, intorno a 13 miliardi di anni fa, e hanno utilizzato le leggi della fisica per ricostruire l'evoluzione della materia oscura e delle stelle. (fc)