martedì 8 marzo 2011

Il giorno della Spagnola

Leggo su Wired che l'8 marzo 1918 ci fu la prima vittima dell'influenza spagnola che in poco tempo uccise 40 milioni di persone. Nei combattimenti della prima guerra mondiale il numero, spaventoso, di vittime fu di 16 milioni.
Quel giorno Albert Gitchell, cuoco del campo militare di Funston, nel Kansas, non si sentiva bene. Non era solo stanchezza (sfamare quei giovani soldati, che venivano a farsi le ossa prima di partire per la
Grande Guerra doveva certo essere faticoso), lui si sentiva proprio senza forze, spossato, e aveva un
raffreddore di quelli che ti mettono al tappeto. Così, sperando di rimettersi presto in sesto e di riprendere il lavoro tra i fornelli, si recò all’infermeria. Era l’ 8 marzo 1918: non è certo un bel primato, ma il cuoco militare sarebbe stato la prima vittima della più brutta pandemia che il mondo avrebbe conosciuto, la
Spagnola. Dopo soli quattro giorni di isolamento, Albert moriva.
Nel frattempo in infermeria erano arrivati altri militari del campo, tutti con sintomi di febbre, mal di gola, e mal di testa. Erano centinaia nel giro di qualche giorno, dopo un mese più di un migliaio, con oltre quaranta morti. E il campo di Funston non era l’unico a essere colpito. Arrivavano notizie di altre morti sospette in prigioni e campi militari americani. Ma nonostante la paura per quella che sembrava una
brutta polmonite, la Grande Guerra chiamava ancora e così i soldati più in forma vennero imbarcati alla volta del vecchio continente. Fu con quelle navi che l’influenza viaggiò dall’ America all’ Europa, e quindi alla Spagna.
Qui, la pandemia divenne Lady Spanish (la Spagnola), grazie ai giornali dell’epoca che avevano portato alla ribalta la notizia di un’influenza micidiale, capace di diffondersi con una velocità impressionante, che in poco tempo aveva colpito  8 milioni di persone, in grandemaggioranza giovani di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Una diffusione che non sembrava fermarsi mai: dopo l’Europa l’influenza colpì la Russia, il Nord Africa, l’ India, arrivando fino alla Nuova Zelanda. Militari in guerra, a contatto nelle trincee, si trasmettevano la malattia e di ritorno a casa la portavano anche alle loro famiglie. Ma il peggio doveva ancora venire.
Se infatti nella sua prima fase la Spagnola fu fortemente contagiosa e solo relativamente mortale, dopo una debole tregua estiva, il virus (un sottotipo del ceppo H1N1, lo stesso della suina) era diventato molto più mortale. La grande Guerra, che aveva devastato gli animi e che si portò via circa sedici milioni di persone, fu assai meno spietata di quanto lo fu l’influenza. Nel giro di poco più di un anno la Spagnola uccise almeno quaranta milioni di persone (alcune stime parlano addirittura di 50). Cominciarono ovunque a nascere ospedali tenda, e chi poteva, medici non impegnati con la Guerra e volontari, davano una mano. Il panorama era peggiore di quello del fronte: febbre e vomito, seguiti da sanguinamenti dalla bocca, dalle orecchie o dal naso, pelle che virava al blu, e morte che sopraggiungeva nel giro di un paio di giorni.
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Il giorno della Spagnola - Wired.it

lunedì 7 marzo 2011

Sulla scuola e sul futuro

BarackObama: When we sacrifice our commitment to education, we’re sacrificing our future. We can’t let that happen. Our kids deserve better. Original Tweet: http://twitter.com/BarackObama/status/44791788887748608 Sent via TweetDeck (www.tweetdeck.com)

Batteri nelle meteoriti e bufale sulla carta

NOTIZIE – “The Journal of Cosmology”. Parliamone. Una pubblicazione (peer-review, dicono loro, ma chi revisiona i revisori?) apparentemente senza capo ne coda (segnalo questo interessante post su Wired che rende l’idea di cosa stiamo parlando) che a dispetto del nome pubblica in questo caso un articolo di astrobiologia (e non di cosmologia). Ora, viene da pensare che se realmente la scoperta fosse genuina e certa, un risultato di questa portata sarebbe stato pubblicato in pompa magna su Nature o Science: “scoperti batteri di origine extraterrestre su un meteorite”. Autore Richard Hoover. E invece no, Science e Nature tacciono. Come tanti altri giornali di riferimento per la comunità scientifica internazionale.
Ancora più sospetto, dopo un rapido giro sui vari siti ufficiali di news della NASA (compreso quello di astrobiologia) è l’assenza di un anche uno scarno comunicato stampa sulla scoperta Infatti venerdì la notizia è stata riportata da Fox News, non certo un giornale specializzato in temi scientifici. Molto strano se pensiamo al battage mediatico di un’altra notizia (sempre della NASA, sempre di astrobiologia) lanciata con grande suspance qualche mese fa (e anche quella sostanzialmente rivelatasi una cantonata).
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Oggi Scienza

sabato 5 marzo 2011

Un ascensore per lo spazio

Una ricerca italiana promette nubi sviluppi per l'astronautica o almeno per la scienza delle costruzioni:

Il concetto di un elevatore spaziale per portare in orbita astronauti e  materiali è semplice. Immaginate un cavo ancorato alla Terra che si estende  nello spazio e sui cui viaggiano degli ascensori. Il cavo rimane teso, se  sufficientemente lungo (100 mila km, o anche meno con un contrappeso), grazie  alle forze centrifughe imposte dalla rotazione terrestre che tendono a prevalere  sull'attrazione gravitazionale, una volta superata l'orbita  geostazionaria.

Il problema principale del cavo, però, è che deve essere al  contempo super-resistente e molto leggero. Da subito ci siamo appassionati al  problema, perché la sua soluzione porterebbe a molte altre applicazioni, per  esempio nell'ingegneria civile (per la realizzazione di ponti sospesi ad  elevatissima luce, come quello di Messina). Nel caso dell'elevatore spaziale il  ruolo del materiale è super-critico. Un cavo di acciaio, per esempio, dovrebbe  sopportare una tensione massima - che si manifesterebbe in corrispondenza  dell'orbita geostazionaria - circa 400 volte maggiore della sua resistenza,  fatto evidentemente impossibile. Ma con il carbonio le cose stanno diversamente  e sarebbe sufficiente un cavo di nanotubi con una resistenza anche minore della  metà di quella ideale del nanotubo singolo.
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L'ascensore parte per le stelle- LASTAMPA.it

giovedì 3 marzo 2011

La prossima estinzione di massa

L_estinzione di massa prossima ventura | Le Scienze
Lo studio è partito da un seminario del 2009 in cui biologi e paleontologi hanno messo a confronto i tassi di estinzione osservati nelle registrazioni fossili con quelli attuali, colmando i problemi di comparazione grazie alla stima di tutta la gamma dei plausibili tassi di estinzioni di massa dalle registrazioni fossili. Inoltre, sono stati considerati i mammiferi come punto di partenza perché attualmente molto studiati e ben rappresentati nelle registrazioni fossili fino a 65 milioni di anni fa.
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mercoledì 2 marzo 2011

Trasforma il tuo Android in un computer di bordo

AndroidWorld.it» Vecchi Android sempre utili: Computer di Bordo
Performance Tracker: Il performance tracker si occupa di tutte le statistiche legate al percorso, quindi dei km percorsi, la velocità media, velocità massima, del carburante rimanente e così via. Il market da varie possibilità, c’è la completa Garmin Mechanic, la precisa Clockwork Autologger, il semplice e stupefacente Carango e la perfetta aCar (per veri maniaci!).
Navigatore offline: Un computer di bordo non può essere tale senza un ottimo navigatore. Ovviamente la scelta ricadrà su uno offline, più stabile e più economico. Sicuramente avremo già una licenza e nel caso di acquisto di una, sarebbe comunque una spesa ripartita tra due terminali, quindi fattibile, soprattutto di fronte alla spesa di un vero computer di bordo (300€) o di un normale navigatore satellitare (150€). Inoltre sono disponibile anche alcuni gratuiti offline, come AndNav. Noi consigliamo Sygic, CoPilot, Navigon e Ndrive.

Le regole del cricket

Ma come accidenti funziona il cricket? | Sport | Il Post
I giocatori sono undici per squadra. Nella zona di lancio ci sono due uomini della parte che attacca, un battitore e un giocatore in attesa, e due di quella che difende, un lanciatore e un ricevitore. La squadra che difende – ma non quella che attacca – schiera anche gli altri nove giocatori nelle diverse aree del terreno di gioco che circondano la zona di lancio per recuperare le palle colpite dal battitore nel più breve tempo possibile.
Lo svolgimento

Il lanciatore deve lanciare la palla facendo in modo che il battitore della squadra avversaria non sia in grado di ribatterla con la mazza. Rispetto al baseball, però, ci sono alcune differenze: il lanciatore deve mantenere il braccio teso per tutta la fase di lancio, ma ha la possibilità di prendere la rincorsa:
Non è necessario che la palla tocchi per terra (come mostrato nel video), anche se i lanci diretti – full toss  – sono più facili da ribattere e perciò rari.
Chi vince
Questa è facile: vince chi fa più punti. I due attaccati conquistano punti – dopo che la palla è stata colpita dal battitore – raggiungendo l’area dove sono posti questi tre paletti verticali, chiamati insieme wicket, che sono collocati alle due estremità della zona di lancio:
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