lunedì 21 luglio 2008

Vecchi modi di dire


In questi giorni di riposo e svago, con l'abbondante tempo libero a mia disposizione, tornano alla mente vecchi modi di dire. Uno in particolare, che a Siena veniva comunemente usato fino ai primi anni 90, e che adesso sta scomparendo. Mi riferisco al vezzo di chiamare le persone non alte "Bagonghi", modo di dire le cui origini mi rimasero oscure fino ai 25 anni credo, e poi seppi che Bagonghi era il nome con cui veniva chiamato un nano circense di inizio secolo scorso.
In questi giorni mi è venuta voglia di approfondire l'argomento e trovare notizie su internet, per esempio su wikipedia, che dice:
Bagonghi è lo pseudonimo assunto generalmente dai nani che lavorano nei circhi, nelle fiere e nei baracconi. L'origine del nome è incerta. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 risulterebbero aver lavorato nani con questo pseudonimo nei circhi Guillaume, Gatti & Manetti e Barnum.
Nel linguaggio colloquiale bagonghi può essere usato come epiteto scherzoso nei confronti di una persona di statura bassa.

Il blog l'orizzonte degli eventi riporta le seguenti notizie:
L'Italia dava i natali a nani veri, seri professionisti del Circo, ammirati in tutto il mondo come vere glorie nazionali delle quali andare fieri.
Ricordiamone uno, il capostipite. Praticamente ogni città d'Italia rivendica il fatto di aver dato i natali a Bagonghi ma pare proprio che quello vero e originale, almeno secondo gli archivi locali, sia una gloria romagnola.

Andrea Bernabé nacque a Faenza il 27 gennaio 1850, da Paolo e Teresa Ronchi. Era un nano acondroplasico dalla testa grossa, il tronco allungato e le gambe arcuate e cortissime, secondo le cronache dell’epoca “'un metro e dieci, dal cranio ai piedi, di meravigliosa, completa ed intonata deformità umana”.
Era quello che in inglese si chiama “dwarf”, diverso dal “midget”, il nano ateleiotico di aspetto infantile.... A 12 anni Bernabé decide di unirsi al famoso circo Zavatta, dove gli affibbiano il soprannome Bagonghi, che da quel momento sarebbe diventato un appellativo universale per tutti i nani circensi.
La sua folgorante carriera lo portò ad esibirsi come clown, acrobata al tappeto, giocoliere e prestigiatore anche in numerosi altri circhi, da quello di Dell’Orme alla compagnia Zamparla, ovunque riscuotendo uno straordinario successo.

1 commento:

Barbara Tampieri ha detto...

Grazie per aver citato il mio articolo su Bagonghi, una gloria della mia città. ;-)
Ciao