
Fin che dura, mi sento un privilegiato, faccio un lavoro che mi piace, non mi permette di fare grandi viaggi (purtroppo), spese mirabolanti, cambiare l'auto quando l'economia lo richiederebbe, ma mi permette di trascorrere molto tempo con le mie figlie, e d'estate, di passare molto tempo al mare con loro... fin che dura. Sono arrivato a questo risultato a 40 anni, dopo 5 di università, un esame di abilitazione alla professione di geologo, due anni di corso universitario post laurea per l'abilitazione all'insegnamento conseguita sostenendo un'altro esame, poi facendo un anno di prova per l'immissione in ruolo, frequentando un ulteriore corso e superando un ultimo (per ora, come diceva Eduardo) esame.
Il dubbio che le cose non dureranno è il continuo tuonare che si ode da Roma e dalle Valli Padane. Ho letto in questi giorni sui provvedimenti presi dal Ministro Brunetta per colpire i fannulloni, gli scansafatiche che osano ammalarsi (anche se poi le norme ho letto esistono dal 98, mai applicate per i costi proibitivi). Inoltre ha promesso, per poi subito smentire tagli per 400 milioni alla pubblica amministrazione. Tremonti tuona dicendo che la crisi attuale ricorda quella del 29, spaventando forse tutti gli imprenditori che lo hanno sostenuto, e che forse ora si affretteranno a chiedere contributi governativi per fronteggiare la crisi. Vorrei ricordare che Giulio Tremonti fu chiamato nel secondo governo Berlusconi alla guida del neonato Ministero dell'Economia e delle Finanze, fu costretto alle dimissioni il 3 luglio 2004: in quel periodo la maggioranza dell'epoca andò incontro ad un periodo di crisi, dovuta alle forti divergenze in materia di economia con Gianfranco Fini, allora vice-premier.
Così per continuare a fare il mio lavoro bellissimo avevo quasi deciso di chiedere per tre anni il trasferimento a Cuneo, per imparare a lavorare e vivere dalle laboriose genti del Nord, sulle orme di Antonio De Curtis. Immaginate il mio dispiacere quando ieri vengo a sapere che il ministro Bossi ha detto "basta far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord". Per approfondire il pensiero di Bossi ho provato a fare una ricerca nell'archivio di Repubblica ed ho visto che non è da oggi che il senatur (avrò scritto bene?) ce l'ha con gli insegnanti meridionali. Forse la ragione l'ho trovata sulla Stampa.
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