
C'è oggi un interessante articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica, che parla del mestiere di Professore. Molte considerazioni sono interessanti e condivisibili, ma continua imperterrita la voglia di farsi male della categoria. Quando Diamanti dice, per esempio: "E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.
Competenze apprese "fuori" da scuola."
E' sicuramente vero quello che dice, ma gli strumenti per apprendere quelle competenze chi glieli ha dati al ragazzo?
Nel frattempo il ministro progetta....
Ps: chi è nato a metà degli anni 90 o dopo non sà chi sia Tafazzi, cercherò di inserire questo video da you tube.
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