domenica 15 febbraio 2009

Mi devo scusare

Apprendo stamani, da una trasmissione tv su La7, che il Sig. Englaro è sotto scorta dei carabinieri per via delle minacce di morte ricevute, probabilmente dai "difensori della vita" di sua figlia (ho pudore anche solo a scriverne il nome).
Sento quindi di dovermi scusare, non per quello che è avvenuto negli ultimi giorni, ma per non essermi mai interessato dei temi del testamento biologico, la libertà di cura ecc., lasciando che altre persone pensassero per me.

Intanto leggo su Internazionale del 19 febbraio 2009 un articolo di Michael Braun, giornalista tedesco della "DIE TAGESZEITUNG":
"Benedetto XVI e Silvio Berlusconi sono distanti mille miglia l'uno dallaltro. Il primo è un teologo reazionario, l'altro un buffone con un debole per le battute volgari che da trent'anni somministra ai telespettatori italiani una dose quotidiana di ragazze seminude e fa il galletto perfino ai vertici internazionali. Non hanno niente in comune, a parte la convinzione di essere al di sopra della legge."

Mi chiedo, in Italia c'è un giornalista che ha il coraggio di scrivere queste cose, ed un giornale che ha il coraggio di pubblicarle?

sabato 31 gennaio 2009

Ponte sullo stretto


Trovo spesso link che mi portano al blog Camillo. Alcuni giorni fa esplorandolo ho trovato il seguente articolo:

Il grande Giuseppe Cruciani ha scritto per Rizzoli "Questo ponte s'ha da fare – Lo stretto di Messina e le opere incompiute che bloccano l'Italia", convincente fin dalla prima riga: "Non esiste un motivo valido per dire no al ponte sullo stretto di Messina".
Parla del ponte, ma è un trattato culturale sulle ragioni dell'arretratezza dell'Italia.


Camillo è il blog di Christian Rocca, giornalista de il Foglio. Mi lascia interdetto il "trattato sull'arretratezza culturale dell'Italia", basato al no al ponte di Messina.
Io da modesto geologo, ne so uno che già ormai anni fa, quando studiavo, mi è stato detto chiaramente: LA TETTONICA A PLACCHE, la Calabria e la Sicilia si muovono reciprocamente, ed un ponte non può essere elastico.
Trovo su meteoweb:

Come cambiò lo stretto dopo il devastante sisma del 28 Dicembre 1908 ?

Durante il violento terremoto le coste della Sicilia e della Calabria, improvissamente libere di muoversi, si allontanarono di colpo di 70 centimetri.

Contemporaneamente , grazie a una ricerca condotta dall’istituto geografico militare italiano nel 1909, si scropri che la costa calabrese sprofondò di 55 centimetri rispetto al livello del mare, mentre quella siciliana arrivò a meno 75 centimetri.

Studi successivi evidenziarono come la notevole "Subsidenza", ossia lo sprofondamento del suolo, sia interpretabile per mezzo di una faglia normale o un sistema a doppia faglia che scorre parallelo all’asse dello stretto.



Inoltre la Sigea (Società italiana di geologia ambientale) presentò delle osservazioni sulla valutazione di impatto ambientale del Ponte, fra cui:
L’indagine geologica appare generica soprattutto in quanto non sembra esservi stato messo in evidenza il rapporto tra la situazione rilevabile in superficie e la geodinamica profonda conseguente allo “scontro” di placche tettoniche diverse. Fenomeno invece della massima importanza in quanto ha determinato la presenza in zona di innumerevoli faglie attive i cui effetti influenzano certamente le caratteristiche geomorfologiche e gli aspetti geomeccanici ed idrogeologici dell’intera area d’interesse.

Ovvero La VIA non ha tenuto conto della tettonica a placche e non ha inserito i dati del movimento fra Calabria e Sicilia.

martedì 20 gennaio 2009

Sono offeso.


Mi sento personalmente offeso, e ferito in ciò che credo!

Grande Bisanzio.

mercoledì 14 gennaio 2009

La grande guerra


Pulendo la cantina ho ritrovato questa foto che credevo persa oramai da anni. Qualche settimana fa ho sentito dire che era morto l'ultimo reduce italiano della grande guerra, ed è stata una grande sorpresa ritrovare questa foto in cui mio nonno Oreste Bianciardi detto Spago, è ritratto il giorno dell'armistizio. Un suo commilitone fa con le mani il segno 4 per confermare che la foto è stata scattata il 4 Novembre 1918 (chissà poi se è vero!). Chiaramente per loro era la fine di un incubo.
Io sono abbastanza vecchio per aver parlato con questa gente, per aver sentito il gelo, la pena e la rabbia che uscivano dalle loro parole ma anche dai loro gesti: mi ricordo la sua ritrosia nell'accompagnare mia nonna al cimitero in quanto lui aveva camminato già troppo sopra i morti, il ricordo del compagno che mentre arrivavano per la prima volta in prima linea si raccomandava alla madonnina, che non ce lo fece arrivare alle trincee in quanto una cannonata lo centrò nel cammino. Mi ricordo anche il rifiuto di seguire fin dall'inizio la passeggiata storica del Palio perché avrebbe visto quei carabinieri in alta uniforme che gli ricordavano quei ragazzi come lui, ma che rimanevano al riparo delle trincee durante gli assalti a fucilare chi rimaneva paralizzato dal terrore. Ricordo anche di racconti di commilitoni che sparavano agli ufficiali che incitavano a rivoltellate chi aveva paura a combattere.
Lui un ragazzo del 99 dopo lo scatto di questa foto, quando aveva 19 anni, fu ricompensato con il servizio di altri due (credo) anni in Libia, dove c'era la gente che baciava la terra.
Quasi 50 anni dopo gli è stata conferita qualche medaglia ed il titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto, che finché è stato in vita si è sempre rifiutato di riconoscere. Solo dopo la sua morte ritirò l'attestato e le medaglie.

giovedì 1 gennaio 2009

venerdì 31 ottobre 2008

A proposito di delinquenti...

Riporto da Wittgenstein (lo scrivo perché sento il giornale radio rai in questo momento:
Ok, un camion carico di spranghe entra in Piazza Navona in una situazione di tensione, nessuno lo ferma, finisce quindi a sprangate e questa è la ricostruzione del Governo:
Prima dell’arrivo del gruppo dei 400-500, ha ricostruito il sottosegretario, c’erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma «l’interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente - ha sottolineato - il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti». In seguito, molti studenti hanno cominciato ad abbandonare la piazza. «Quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino ed invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia - ha proseguito Nitto Palma - avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l’intenzione di andare verso il ministero della Pubblica Istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi». Nel frattempo, ha riferito, «da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari ed alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi di motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all’altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza». Alcuni esponenti del Blocco, ha continuato il sottosegretario, «ma in numero molto minore, si sono schierati ed hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei Collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell’ordine hanno quindi separato i contendenti».
Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c’erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. «È usuale - ha sottolineato - che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona».

lunedì 27 ottobre 2008

Per lo Studio Associato (dal 1994 in Siena)


Qui c'è il file pdf del regolamento di attuazione, qui c'è il file open office della legge.

domenica 26 ottobre 2008

Il Grande Berlum 1

Ricevo questo contributo da Celestino di Acqualagna e volentieri pubblico:

Aderisco volentieri alla richiesta di ricordare le gesta del Grande Berlum in una delle sue tournee che portò i suoi spettacoli fino in Cina.
Si dice che gli animali e la manovalanza siano stati spediti un mese prima con un bastimento mentre il Grande Berlum con tutta la sua compagnia viaggiò in un velocissimo clipper.
I successi furono immediati e clamorosi e lo spettacolo fu richiesto in tutto il paese. Grande scalpore suscitò il numero interpretato da Berlum stesso, tanto che la più famosa compagnia di acrobati cinesi lo sfidò pubblicamente a Beijing. Chiaramente il nostro accettò.
Gli atleti orientali iniziarono a comporre piramidi umane di 23 piani, salti mortali decupli, caroselli di gambe all'accelerazione di 3 g, ed un fenomeno che riusciva a scuotere dal cuoio capelluto gocce di sudore in tutte le direzioni e raccoglierle tutte prima che cadessero a terra. Ma Berlum sbaragliò letteralmente la concorrenza esibendosi in un gioco di abilità linguistica in cui riuscì a confermare le smentite delle conferme, delle smentite, delle conferme, delle smentite, delle conferme, delle smentite delle conferme delle proprie dichiarazioni di 30 secondi prima.
L'acclamazione della folla ed il successo raggiunse perfino l'Italia, e la tournee proseguì trionfale per altri tre mesi. In ogni villaggio il Grande Berlum veniva incontrato dai saggi che gli chiedevano consiglio. Famosi sono alcuni dei consigli che dette a queste persone come quello di usare le ceneri dei cuccioli di panda per concimare i campi, e di gettare nei fiumi i cadaveri dei propri avversari, parole che sembra abbiano ispirato anni ed anni dopo lo stesso Mao.


Questo è uno scritto di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite è del tutto casuale.

giovedì 23 ottobre 2008

Quella volta a Sassetta


Mi ricordo quella volta a Sassetta che dissi al mio amico Giosuè" Io oramai non sono abbastanza giovane, quest'umido di fine ottobre mi fa male ai reumatismi, sarebbe meglio se quest'anno alla vendemmia della Sassicaia ci pensassi te".
Mi guardò strano, volle che ci facessimo queste foto e se ne andò. Lo trovarono, briaco fradicio, la mattina dopo a Bolgheri con delle carte in mano.

Il Grande Berlum

E' passato molto tempo dai fasti del Grande Berlum, ma ancora oggi i vecchi continuano a parlarne con gli occhi lucidi, ricordando i racconti dei loro nonni, che gli ricordano strade assolate e polverose, ed inverni piovosi e fangosi.
Ancora oggi quando si parla di intrattenimento di grandi folle è impensabile non ricordarsi delle sue imprese.
Tutti sanno che i suoi circhi solcarono le strade italiane ed europee per un lunghissimo periodo.
Tutto iniziò quando il giovane Berlum decise di lasciare la sua attività di cantastorie girovago con cui era riuscito già ad accumulare una piccola fortuna (alcuni detrattori parlano di strani traffici con esponenti del governo Crispi, per contrabbandare segretamente gianduiotti in Svizzera, ma mai provati), e di fondare la sua impresa di intrattenimento circenze.
Iniziò la sua campagna spregiudicata di acquisizione dei più famosi artisti del tempo, prelevandoli dagli archi circhi, in particolare dal Raini, allora il più conosciuto. Famosi furono il domatore Bonanotte, la coppia di buffoni marito e moglie Sbiruletti, il mangiafuoco Neisecoli e tanti altri.
Una volta lanciate le imprese fu il primo a capire che il vero guadagno era nel, come diremmo noi oggi, merchandising, più che nel far pagare il biglietto al pubblico, che rimase sempre ad un prezzo simbolico. Da qui la sua alleanza con i montanari per il commercio delle caldarroste, gli strani e loschi traffici con la Sicilia legati al commercio dei lupini e magistralmente affrescati dal Verga, i conflitti con la stampa anglosassone che lo ha sempre criticato, ed una lunga incredibile serie di successi per lui ed i suoi circhi.

Parole a parte merita la figura del personaggio pubblico "Berlum", non di grande statura, e forse fu proprio questo a disegnare i tratti particolari del suo modo di apparire. Il famoso modo di dire "circondarsi di nani e ballerine" è da ricondursi a lui.
Tutti i suoi circhi erano da sempre pieni di nani vestiti in maniera buffa e colori sgargianti, oppure in uniformi altisonanti, di ballerine sempre più discinte che attiravano grandi folle. L'amore del pubblico per lui fù totale quando si fece sapere in giro che nessuno mai era stato licenziato dai circhi Berlum.
Quando iniziarono le apparizioni pubbliche del Grande Berlum fu subito chiaro che anche lui amava circondarsi di nani, forse per far risaltare la sua pur scarsa altezza, e di bellissime ballerine, che forse servivano per non far concentrare l'attenzione su di lui, e comunque rinforzarne l'immagine di macho.
Nella parte culminante della sua carriera anche i suoi più stretti collaboratori furono scelti esclusivamente fra i nani e le ex ballerine con cui si diceva avesse avuto delle relazioni (non i nani ovviamente). Altra particolarità era quella di passare le donne con cui aveva avuto relazioni ai suoi familiari.

Chiunque di voi conosca altri aneddoti sul Grande Berlum me li racconti prima che si perda la memoria di uno dei più grandi italiani mai vissuti. Lasciate il vostro commento in questo post.






Questo è uno scritto di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite è del tutto casuale.