
Pulendo la cantina ho ritrovato questa foto che credevo persa oramai da anni. Qualche settimana fa ho sentito dire che era morto l'ultimo reduce italiano della grande guerra, ed è stata una grande sorpresa ritrovare questa foto in cui mio nonno Oreste Bianciardi detto Spago, è ritratto il giorno dell'armistizio. Un suo commilitone fa con le mani il segno 4 per confermare che la foto è stata scattata il 4 Novembre 1918 (chissà poi se è vero!). Chiaramente per loro era la fine di un incubo.
Io sono abbastanza vecchio per aver parlato con questa gente, per aver sentito il gelo, la pena e la rabbia che uscivano dalle loro parole ma anche dai loro gesti: mi ricordo la sua ritrosia nell'accompagnare mia nonna al cimitero in quanto lui aveva camminato già troppo sopra i morti, il ricordo del compagno che mentre arrivavano per la prima volta in prima linea si raccomandava alla madonnina, che non ce lo fece arrivare alle trincee in quanto una cannonata lo centrò nel cammino. Mi ricordo anche il rifiuto di seguire fin dall'inizio la passeggiata storica del Palio perché avrebbe visto quei carabinieri in alta uniforme che gli ricordavano quei ragazzi come lui, ma che rimanevano al riparo delle trincee durante gli assalti a fucilare chi rimaneva paralizzato dal terrore. Ricordo anche di racconti di commilitoni che sparavano agli ufficiali che incitavano a rivoltellate chi aveva paura a combattere.
Lui un ragazzo del 99 dopo lo scatto di questa foto, quando aveva 19 anni, fu ricompensato con il servizio di altri due (credo) anni in Libia, dove c'era la gente che baciava la terra.
Quasi 50 anni dopo gli è stata conferita qualche medaglia ed il titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto, che finché è stato in vita si è sempre rifiutato di riconoscere. Solo dopo la sua morte ritirò l'attestato e le medaglie.
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